giovedì 21 novembre 2013

UDITE, UDITE! I DOPPIO TRIO VINCONO IL CONCORSO ALI NEL VENTO!



Carissimi sudditi (nel senso che ci costate un sacco di soldi),

Come promesso, abbiamo fornito al Bardo un incentivo motivazionale mediante l'ausilio del classico-ma-sempre-divertente scudiscio a ganci arrugginiti. Una volta sveglio e pienamente operativo, seppure un poco dolorante, quell'inutile scribacchino si è immediatamente prodigato nella stesura di un resoconto dell'epica giornata di ieri, 20 Novembre 2013.
A Mortara si è svolto l'incontro tanto atteso con i giovanissimi autori che nelle ultime due settimane sono stati protagonisti indiscussi delle pagine di questo blog. Più di un migliaio di visite dedicate e oltre 130 commenti, hanno visto il progetto Ali nel Vento - Fiumi di Parole andare incontro ad un incredibile successo sia artistico-didattico, che mediatico e di pubblico.

Come sapete, per quanto deprecabile sia per uno che si spaccia per un cantastorie, il Bardo è poco avvezzo alla favella e dunque si rammarica di non aver saputo dire ai ragazzi tutto quello che avrebbe voluto: di quanto fosse orgoglioso di tutti loro e di quanto leggere le loro storie gli abbia regalato un pizzico di fiducia in più nell'umanità. È sempre così, avrà fatto lo scemo come al solito e si sarà dimenticato di dire le cose importanti.

Ad ogni modo la premiazione è avvenuta, alla presenza delle massime autorità del Palio. Davanti al Magistrato delle Contrade, Andrea Pelli, che ha così graziosamente concesso il suo patrocinio all'iniziativa, ad Antonella Ferrara, la coraggiosa responsabile della Biblioteca Civica "F. Pezza", al Consigliere Comunale Laura Mazzini, e alle due brillanti insegnanti che hanno accompagnato i ragazzi nell'impresa, Laura Zandi e Laura Vanella, il Bardo ha consegnato ai vincitori il premio, non prima di avere ammorbato l'auditorio con le solite, noiose scempiaggini. Fortunatamente per lui il pubblico è stato clemente, come speriamo lo saranno gli articoli dei giornalisti presenti all'evento, che ringraziamo sentitamente.




Pertanto voglio annunciare qui, ufficialmente, che per grazia del Re e del Sommo Sacerdote di Thorm, i membri del gruppo denominato DOPPIO TRIO



Martina Valle
Alessia Grigoletto
Arianna Lapenna
Lorenzo Lazzarin
Marco Boncimino
Leonardo Ferrara


Vengono da questo momento insigniti del titolo di Cavalieri e Dame del Regno di Centria, per meriti letterari. 

Il loro valido contributo, unito ai mirabili sforzi di tutti gli altri bravissimi partecipanti, ha fatto sì che il sottoscritto mantenesse la testa ben salda sulle spalle, sebbene devo ammettere di aver avuto un bel daffare a convincere il Re che non avevo sposato sua figlia mentre lui non guardava. Non ci tengo proprio a diventare suo genero, né a sposare una donna con il quoziente intellettivo di una nutria (che rimanga tra di noi), ma grazie per aver pensato a me. Fortunatamente sono riuscito in qualche modo a scaricare la colpa sul Bardo, perciò quest'oggi posso unirmi a voi a cuor leggero nella gioia dei festeggiamenti. Per Regio Decreto sono stati indetti, quindi, tre giorni di baldoria e festeggiamenti.

Potrete trovare il pezzo sul Palio di Mortara, completo del nuovo finale ufficiale dei DOPPIO TRIO, nella pagina PROGETTI, come sempre.

Il Bardo e la Corte tutta ringraziano dal profondo del cuore anche la talentuosa Giulia Bongiorni (che ha gareggiato testa a testa con i Doppio Trio per la vittoria), Luca FirpoAlessia Montalbetti, Chiara Sottocorno, Anna Costa, Vincenza Borghese, Vanessa Mazzini, Alice Aliberti, Chiara Coccato, Ismaela Botta, Camilla Campanella, Giulia Rivolta, Alessia Dagrezia, Lucrezia Ballarin, Linda Silvano e Laura Bossa. I sudditi del Regno canteranno delle vostre gesta nelle locande e durante le feste, per gli anni a venire.

MI UNISCO AL BARDO (per una volta) NEL RINNOVARE A TUTTI VOI L'INVITO A SCRIVERE SEMPRE E A DIVERTIRVI CON LA VOSTRA FANTASIA, PER MIGLIORARE VOI STESSI E IL MONDO. MANDATE PURE DI VOLTA IN VOLTA LE VOSTRE CREAZIONI LETTERARIE AL NOSTRO INDIRIZZO (bardodoloroso@gmail.com) E IL BARDO LE LEGGERA', VI DARA' SUGGERIMENTI E VI AIUTERA' CON QUALCHE ACCORGIMENTO PER RENDERLE MEMORABILI. LE PIÚ BELLE STORIE VERRANNO PUBBLICATE PROPRIO QUI, SUL BARDO DOLOROSO, CON IL VOSTRO NOME, COSICCHE' TUTTI POSSANO LEGGERLE E AMMIRARLE. Come per il concorso potrete scrivere a gruppi o in singoli, suddividendovi come credete meglio e non vi sarà alcun limite di tempo. Per voi la porta del Bardo Doloroso sarà sempre aperta.

Vostro riconoscente,

Archibald Lecter, Segretario Particolare del Re.



mercoledì 20 novembre 2013

ALI NEL VENTO: Domani sera i risultati e il resoconto della giornata a Mortara!



Sono Archibald Lecter e sono qui dinnanzi a voi con il capo cosparso di cenere. Oggi il nostro Bardo è stato a Mortara per incontrare i baldi giovani che hanno scritto i finali per il concorso Ali nel Vento - Fiumi di Parole. Le mie spie mi hanno informato che la premiazione e l'incontro si sono svolti senza problemi, ma quando il Bardo è tornato, carico di salame e biscottini, è crollato al suolo senza profferir parola, evidentemente provato dal massiccio ritardo della carovana che l'ha riportato in patria.
Immagino che molti di voi volessero avere il resoconto della giornata di oggi (me compreso) ma temo dovremo attendere domani. Chiedo umilmente venia e vi invito a venire qui domani sera per apprendere di questa solenne giornata che ha concluso una magnifica collaborazione con dei giovani e talentuosi scrittori.
Speriamo che il Bardo si riprenda per tempo, altrimenti lo faremo riprendere noi a cinghiate, perciò siate fiduciosi. 

Vostro impaziente,

Archibald Lecter, Segretario Particolare del Re


sabato 16 novembre 2013

Le Recensioni nella Sfera: Walter Moers, L'Accalappiastreghe



Bentrovati, sudditi deprimenti,

Mentre il progetto Ali nel Vento procede a gonfie vele, abbiamo il piacere di ospitare una nuova recensione di Clara. A quanto pare le streghette hanno lasciato la piccola Petronilla da sola a casa. Da sola con la Sfera. Come potrà un peperino così curioso rimanere lontano dal fuoco della conoscenza demoniaca? Non potrà, infatti.
Leggete anche voi la recensione de "L'Accalappiastreghe", di Walter Moers. Io non ho mai tempo per leggere, ma da come lo descrive Petronilla credo che cercherò di reperire questo libro. Se non altro sarà più gradevole che stare qui a fare da balia al Bardo e alle sue baggianate.
E ora mi allontano mestamente, tristemente conscio che la di voi intelligenza mai potrà ergersi oltre quella delle nutrie.

Vostro rassegnato,

Archibald Lecter, Segretario Particolare del Re


LA RECENSIONE NELLA SFERA:
L'ACCALAPPIASTREGHE

di Clara

- Mi sto annoiando - annunciò solennemente Petronilla, girandosi tra le lenzuola in modo da fronteggiare la finestra che rivelava la distesa assolata di campi davanti alla fattoria. Il soppalco che ospitava i letti delle ragazze era deserto, a parte lei, ed il pomeriggio si trascinava con lentezza esasperante. Petronilla odiava prendersi il raffreddore ed essere costretta in camera da una madre preoccupata, del tutto incapace di comprendere come avesse fatto la figlia a prendere freddo.
Naturalmente, era colpa di Amelia. Amelia e la sua Congrega Oscura, e soprattutto la sua sfera di cristallo con le sue storie. Doveva ammettere a malincuore che queste non erano affatto male, anche se la mancanza di mostri o combattimenti sanguinosi era una pecca notevole, ma quello strano limite di visualizzazione doveva essere una trovata demoniaca.
Pensando alla sfera, le venne un'idea per alleviare la noia. Dopotutto, la sorella maggiore le aveva categoricamente vietato di provare ad andare avanti con l'avventura di Storm Brave e Dulcina in sua assenza, ma non aveva esattamente precisato che non poteva provare a vedere un'altra storia. E questo era di certo un invito implicito a farlo, un modo per scusarsi di averla fatta ammalare.
La mamma era occupata in cucina, Amelia e le altre due sorelle erano andate al frutteto, il padre ed il fratello erano partiti per il mercato. La più piccola della famiglia aveva campo libero. Sgattaiolò fuori dalle coperte e fino al letto di Amelia, sotto al quale stava una cassetta nascosta sotto cumuli di vestiti. Sul serio, la ragazza doveva imparare a trovare nascondigli migliori. In pratica Petronilla la stava aiutando ad imparare qualche basilare norma di sicurezza.
Il globo di cristallo era annidato lì, con la sua leggera luminosità perlacea. La bambina si affrettò a tirarlo fuori e, ancora sdraiata a pancia in giù sotto il letto, rifletté su come farlo funzionare. Di solito i riti coinvolgevano formule magiche, vesti neri, la luce della luna ed un tè con biscotti. Visto che si era già mangiata tutta la sua riserva di dolci, optò per un'altra tecnica.
- Senti, sottospecie di palla, voglio una bella storia avventurosa. Con mostri spaventosi, terribili pericoli, e streghe. E la voglio adesso, oppure ti lascerò nella capanna del bagno dopo che la mamma ha fatto la zuppa di fagioli.-
Petronilla non fu affatto sorpresa quando avvertì la sua mente trascinata nei meandri della sfera, che aveva iniziato ad emettere un arcano scintillio. Un sorriso innocente era irresistibile, ma una minaccia era anche meglio.

- Io ti ammazzo.-
Per un istante, prima di sollevare le palpebre pesanti, Petronilla avvertì un moto di inquietudine. Poi scorse il volto infuriato di Amelia e comprese che non c'era nulla di cui preoccuparsi.
- Hai tirato fuori la sfera magica e ti sei pure addormentata! Cosa sarebbe successo se mamma fosse entrata? O chiunque altro? Come fai ad essere così incosciente?- si sfogò la sorella.
La bambina gettò un'occhiata alla rossa luce crepuscolare che entrava dalla finestra. Doveva essere passata qualche ora da quando aveva iniziato ad usare la sfera. Ed erano state ore fantastiche.
- Amelia, ti devo dire una cosa importante.-
- Che cosa?-
- Mi ero sbagliata e tu avevi ragione.-
Amelia, incredula, assaporò il momento di vittoria. Non aveva ancora capito a cosa si riferisse la più piccola, ma era già pronta a ricordarle quell'ammissione per settimane intere.
- Quella sfera funziona davvero, anzi, è semplicemente meravigliosa.-
- Ed a cosa sarebbe dovuta questo giustificatissimo, benché tardivo, riconoscimento?-
- Ho appena letto un libro, come hai detto tu la volta scorsa! Solo che il mio era meglio.-
Amelia pensò di ribattere, poi cambiò idea, permettendo alla curiosità di avere la meglio sull'orgoglio.
- Che libro sarebbe?-
- Si intitola "L'accalappiastreghe", ed è stato scritto da uno stregone di nome Walter Moers.- spiegò pazientemente Petronilla.
- Titolo inquietante. Parla degli inquisitori di Thorm?-
L'altra scosse la testa:- No, è ambientato in un altro mondo, uno dove esistono creature incredibili e gli umani sono praticamente una minoranza. Il continente di Zamonia è abitato da creature che nessun lettore ha mai sentito nominare prima, e da parecchie che nessuno vorrebbe sentir nominare. Il protagonista Eco è un cratto, una specie di gatto parlante dotato di una memoria straordinaria, che dopo la morte della sua anziana padrona si ritrova gettato per strada e sta per morire di fame a Sledwaya, una città dove la condizione di salute degli abitanti varia da ammalato a moribondo.-
- Ma poi compare una strega che lo adotta?- tirò ad indovinare Amelia.
- Seh, ti piacerebbe. Compare l'accalappiastreghe in persona, l'inquisitore di Sledwaya, il temuto e terrificante Succubio Malfrosto!-
- Che nome orribile.-
- Sì, e di persona è anche peggio. Figurati che fa un contratto con il piccolo Eco, offrendosi di nutrirlo per un mese al termine del quale avrà il diritto di ammazzarlo ed estrarre il grasso dal suo corpo. Pare che il grasso di cratto sia molto utile.-
- Che schifo!-, strillò Amelia rabbrividendo:- Ma Eco scappa, giusto? Magari, visto il nemico, con l'aiuto di una strega?-
- Va bene, c'è una strega, anche se non è proprio quella che intendi tu. Si chiama Izanuela ed è una shokkia. Le shokkie sono un'intera razza di esperte di pozioni magiche ed incantesimi, duramente perseguitate, soprattutto a Sledwaya... ed infatti Izanuela è l'ultima rimasta. Oh, ed Eco riceve aiuto anche da altri personaggi, il tutto mentre arriva a conoscere meglio Malfrosto ed a scoprire le inaspettate profondità del suo futuro assassino. Compaiono mostri spaventosi e si svelano retroscena terrificanti. Il libro dedica molto spazio alle descrizioni, ma sono così fantasiose, originali e ben scritte che la cosa non pesa affatto sulla trama.-
- Direi che questo è importante.- convenne Amelia:- Anzi, una descrizione fatta bene può aiutare moltissimo il lettore ad immedesimarsi nella storia, dando spessore all'ambientazione.-
- Certo, ma non solo. Queste descrizioni sono parte integrante delle emozioni che la storia crea, e sono così inventive che mi chiedo ancora come faccia l'autore ad avere idee del genere. Lo stesso vale per i personaggi, a partire dal protagonista, il nostro simpaticissimo e sfortunato crattino, e dall'antagonista, un uomo dalle mille misteriose sorprese. Malfrosto ha una tragedia alle spalle ed uno scopo di fronte, ed entrambi colpiscono Eco ed il lettore come dei macigni.-
Amelia emise uno sbuffo insoddisfatto:- Ti rendi conto che non mi stai dicendo niente sulla trama, vero? Cosa è, una malefica tecnica per incuriosirmi e poi lasciarmi senza risposte?-
Petronilla si concesse un sorriso perfido:- Ma naturalmente! Se vuoi sapere quali siano questi segreti, o se Eco riuscirà a sopravvivere, dovrai chiederlo tu stessa alla sfera. Oppure dovrai pagarmi.-
La sorella maggiore si raddrizzò di scatto, indignata, e strappò di mano all'altra la sfera, dirigendosi all'uscita.
- Pfui, come se una storia raccontata così male da te potesse interessarmi a tal punto! Sai che ti dico? Me ne vado, e mi porto via la sfera, così impari a tentare questi trucchetti con un membro più anziano della Congrega.-
L'altra sganciò il colpo finale verso la porta che si chiudeva:- Oh, e nel libro ci sono anche illustrazioni fantastiche delle creature e dei luoghi di cui si parla.-
Petronilla tornò quietamente a letto, attese qualche minuto, poi in punta di piedi uscì a sua volta. Come volevasi dimostrare, la porta del sottoscala era stata sbarrata dall'interno, ed una luce soffusa dall'interno suggeriva che qualcuno avesse già ceduto alla tentazione della lettura via cristallo.

Il responso della sfera:
Titolo: L'accalappiastreghe
Autore: Walter Moers

Consigliato a: chiunque stia cercando un fantasy con qualche sfumatura horror e surreale, in cui per una volta non siano umani o umanoidi a farla da padroni. La trama è ricca di colpi di scena, e l'ambientazione è tra le meglio costruite che Clara abbia mai letto.


Wilma, la Strega. Non fatevi ingannare dal suo aspetto carino. Ha 300 anni, un pessimo carattere e una sfrenata passione per le soap opera. Sicuramente dovuta all'influsso dell'UberDevil.

mercoledì 13 novembre 2013

PROGETTO ALI NEL VENTO - FIUMI DI PAROLE: ECCO A VOI I FINALI DEI RAGAZZI! VOTATE IL VOSTRO PREFERITO!



Oh, ecco che giungono finalmente gli scritti di questi simpatici ragazzi. Dunque, vediamo... faremo così: nella pagina PROGETTI, in fondo, troverete i 5 finali e CHIUNQUE POTRA' VOTARE IL PROPRIO PREFERITO, anche se il giudizio insindacabile sarà affidato a quel debosciato del Bardo. Avete tempo per votare fino al giorno 19 Novembre 2013.
Gli eroici ragazzi della scuola media Josti-Travelli di Mortara, che ringrazio vivamente dal profondo del mio cuore (ovunque sia finito), si sono suddivisi tra gruppi e singoli per portare a termine quest'ardua impresa:

La Squadra Boh!
Le Sfantasiose
Doppio Trio

e i due che si sono cimentati singolarmente:

Giulia Bongiorni
Luca Firpo

Tutti hanno fatto del loro meglio, ma soltanto uno dei finali verrà scelto per essere quello ufficiale della storia. Spero che tra queste cinque fatiche letterarie ve ne sia una in grado di ingannare il Re e salvare la mia testa, altrimenti questa sarà la collaborazione più breve della storia.

Sotto con la lettura, dunque. E VOTATE QUELLA CHE PREFERITE INSERENDO UN COMMENTO E FIRMANDOLO CON IL VOSTRO NOME.



lunedì 11 novembre 2013

23 Novembre: The Day of the Doctor! Speciale Doctor Who sul Bardo Doloroso per i 50 anni della celebre serie britannica!

Udite, udite!

Il 23 Novembre il Bardo Doloroso parteciperà ai festeggiamenti per i 50 anni di Doctor Who, la serie di fantascienza britannica più longeva del mondo. Per l'occasione il Bardo e Clara scriveranno due racconti ambientati qui, nel Regno del Bardo, ma con protagonista il Dottore. E forse potremo fregiarci anche dell'intervento di un artista a sorpresa. Perciò non mancate! La data è il 23 Novembre, giorno in cui verrà trasmesso il film "The Day of the Doctor", che tutti i fan del Dottore stanno aspettando da tempo e in cui il Decimo (David Tennant) e l'Undicesimo (Matt Smith) saranno fianco a fianco in un avventura che si preannuncia già di proporzioni epiche.

NON MANCATE!



lunedì 4 novembre 2013

Le Recensioni del Bardo: Michael Moorcock, Il Mastino della Guerra




"Fate il lavoro del Diavolo."


Ambientato durante le Guerra dei Trent'anni (1618-1648), "Il Mastino della Guerra" di Michael Moorcock (editrice Nord, 1984) è il primo di un ciclo di tre romanzi (i due successivi sono reperibili soltanto in inglese) dedicato alla figura del capitano di ventura Ulrich Von Bek, anti-eroe dall'animo complesso, assuefatto alla guerra al punto da poter commettere le peggiori atrocità per semplice pragmatismo. Educato secondo i precetti religiosi ma cresciuto in un periodo storico tra i più brutali e turbolenti, Von Bek finisce per dedicarsi all'arte della guerra come stile di vita e i costanti orrori di cui è testimone e artefice lo spingono a rinnegare l'esistenza di Dio e a concentrarsi su una forma di ragionato individualismo.
Durante il sanguinoso assedio di Magdeburg, Von Bek diserta il battaglione di mercenari di cui è capitano per paura di contrarre la peste e inizia a vagare per una Germania impazzita che sembra sull'orlo dell'apocalisse, evitando accuratamente i numerosi eserciti in marcia e i pericolosi centri abitati.
Giunto in una radura isolata nel bel mezzo di una foresta, Von Bek incappa in uno strano castello solitario e silenzioso, apparentemente privo di ogni forma di vita, ma dotato di riserve di cibo e di ogni comodità. Von Bek vi si stabilisce per alcuni giorni, nascondendosi al resto del mondo, finché un mattino non vede avvicinarsi verso i cancelli una strana processione di soldati zombie che scortano una donna bellissima, Sabrina.

Questo è l'inizio di una storia che porta Von Bek a dover stringere un patto con Lucifero in persona, in una delle sue manifestazioni letterarie più umane e toccanti. Figura enigmatica e malinconica, il diavolo di Moorcock spicca tra i protagonisti della storia con dolorosa intensità e cattura immediatamente il lettore con il potente carisma derivante dalla sua natura divina e con lo struggente amore che ancora prova per un Dio che ha punito la sua presunta superbia (in realtà derivante dalla paura di essere messo in secondo piano rispetto alla neonata umanità) con il silenzio e l'allontanamento.
Non aspettatevi il Lucifero cui ci ha abituato la cinematografia o la stessa tradizione cristiana. Rimarrete stupiti da quanto il Diavolo di Moorcock sia complesso e umano, di quanto questo grande scrittore contemporaneo riesca a farci simpatizzare per un'entità che dovrebbe essere trascendente, la personificazione di tutti i mali, ma che è anche e soprattutto una creatura dotata di sensibilità, che può provare un dolore e una passione intensi e allo stesso tempo essere spietato e intransigente, come vuole il suo ruolo. Ciò che più colpisce è lo smarrimento del Principe delle Tenebre dinnanzi ad un'imperscrutabilità di Dio che non risparmia neppure lui. Esattamente come l'uomo Lucifero deve interrogarsi, struggersi, cercare di indovinare il volere di un'entità divina che non riesce più a percepire e di cui desidera ardentemente l'amore.

Per salvare la propria anima condannata e quella della bella Sabrina, Von Bek accetta di lavorare per il Diavolo e si imbarca nella ricerca nientemeno che del Santo Graal, da cui dipende il destino dell'intero creato.
Aiutato da un piccolo gruppo di abili alleati e inseguito da potenti e implacabili nemici, Von Bek viaggia verso un territorio non segnato sulle mappe, la Mittelmarch, un mondo cui si accede dal nostro ma che non è il nostro, dove si celano meraviglie e pericoli mortali, in una corsa contro il tempo per impedire la fine di ogni cosa.

Questo romanzo condensa, pur nella sua brevità, alcuni passaggi di finissima letteratura, dimostrazione di quanto il bistrattato genere fantasy possa essere foriero di contenuti profondi ed elevati a dispetto dell'opinione diffusa che lo vorrebbe come genere di puro intrattenimento. I dubbi esistenziali di Von Bek, il suo desiderio di riscatto, l'amore intenso per Sabrina, le discussioni filosofiche con i compagni di viaggio e un magnifico Lucifero fanno da contraltare a un ritmato vortice di avventure dal tono adulto e crudo, che vi terranno inchiodati fino all'inaspettato ed epico finale. Se a ciò si aggiunge un certo disilluso e sagace umorismo non posso che consigliarvi vivamente la lettura di questo romanzo, frutto del lavoro di uno degli scrittori britannici che ha definito la cosiddetta "New Wave" della Fantascienza, ma che si è spesso dedicato anche al genere Fantasy.
Purtroppo "Il Mastino della Guerra" non è stato ristampato e gli unici modi per reperirlo sono Amazon, Ebay o (più difficile ma non impossibile) la bancarella fortunella di turno. Se siete appassionati di un certo tipo di fantasy, che non si limita a strizzare l'occhio ad un pubblico di adolescenti ma che affronta temi forti, adulti e non sempre moralmente manichei, allora "Il Mastino della Guerra" è quello che fa per voi.

E naturalmente consiglio anche, a coloro che masticano abbastanza l'inglese, di proseguire la lettura con i due seguiti (The Brothel in Rosenstrasse, 1982 e The City in the Autumn Stars, 1986) che, pur non necessari dopo aver letto questo titolo autoconclusivo, seguono le vicissitudini dei discendenti della famiglia Von Bek, offrendo un'ulteriore quantità di spunti di riflessione.


Riassumendo: temi forti e filosoficamente profondissimi, una visione del mondo inaspettata, un protagonista carismatico, nemici potenti e un Lucifero tra i più riusciti e toccanti della storia della letteratura fanno di questo misconosciuto romanzo un must (come dicono gli elfi) per tutti coloro che amano la buona fantasy, per chi già apprezza Moorcock grazie alle intramontabili saghe di Elric di Melniboné e del principe Corum e per chiunque si sia mai chiesto da dove viene il Male di questo nostro mondo. Vivamente consigliato.

Autore: Michael Moorcock
Titolo: Il Mastino della Guerra (The War Hound and the World's Pain)
Casa editrice: Nord
Anno: 1984
Reperibilità: onlain, tramite intervento divino presso una qualche bancarella o usando uno dei vostri 3 desideri quando troverete un Djinn (scherzo, in rete si trova).

Michael Moorcock è un autore al quale sono molto affezionato, sicuramente uno dei miei preferiti. Se non sapete chi è vi invito a colmare questa lacuna QUI (ma se ve la cavate con l'inglese è molto meglio la pagina originale di Wikipedia).



venerdì 1 novembre 2013

In Fuga



Buonasera, subumani ipodotati comunemente noti come "sudditi". Sono , ahimé, nuovamente costretto a presentare gli scritti di questa discutibile bacheca per homini di poche pretese. L'unica mia consolazione in questa notte di pioggia è che per lo meno trattasi non del consueto e indecoroso Bardo, ma del buon PM, che a differenza del nostro cantastorie pare contemplare quantomeno l'uso del pollice opponibile nei suoi esercizi di penna.
Eravamo rimasti ad una situazione piuttosto tesa tra il mago del fuoco, i suoi soldati e Von Braun, Dana e Marianna. 
Cosa deciderà di fare la strega del bosco? Avete optato con i vostri voti per una saggia fuga lontano dal pericolo, ben consci del fatto che la strega arrosto sia uno dei piatti tipici preferiti nelle sagre di paese di tutto il mondo. Bravi, noto con piacere, seppure velato da una nota di incredulità, che sapete usare la testa quando vi ci mettete.
Correte a leggere, ora. IN FONDO VI ASPETTA UNA SCELTA UN PO' DIVERSA, STAVOLTA. Dovrete decidere quale personaggio seguire nel prossimo capitolo! A voi l'ardua sentenza. IO stasera ho una riunione plenaria del circolo di Rubamazzetto, e non credo potrò essere dei vostri. Grazie agli Dèi.

Vi saluto con tale sdegno che se avessi le orecchie a punta potrei passar per elfo.

Vostro bucolico, 

Archibald Lecter, Segretario Particolare del Re


di PM


E' in piedi sotto il gazebo del suo vecchio giardino. L'aria è fresca e nella luce del pomeriggio i rampicanti brillano di un verde intenso, aggrappati al legno della veranda. Sa di essere in un sogno perché quel gazebo non esiste più da anni, e lui è piccolo, e ogni volta che esce dal suo corpo e si guarda dall'esterno si trova un po' cambiato. Un attimo prima ha i vestiti da cerimonia che indossava al funerale della mamma, subito dopo è alto la metà, ha cinque o sei anni, e indossa solo un giubbetto e dei pantaloni corti. In mano ha tre coltelli, e gioca a lanciarli e a riprenderli al volo per divertire sua sorella, seduta dietro di lui al centro del gazebo.
Lei è avvolta nel suo abito più bello, siede composta con in braccio un cane di pezza, e lo guarda ammirata. All'inizio si sente un po' impacciato, ma quando la sorella si lascia sfuggire un risolino di ammirazione prende sicurezza e comincia a far roteare i coltelli sempre più velocemente e sempre piu in alto. E' felice, perché non sbaglia una presa: i coltelli ruotano nell'aria e lui li guarda estasiato, mentre sua sorella applaude divertita.
"Fai volare anche lui!" gli chiede porgendo il cane di pezza. Lui si ferma e guarda il cane. "Non posso farlo volare" pensa, e subito una voce da qualche parte vicino a lui risponde "Si che puoi, basta che tu lo voglia". Conosce quella voce, non si fida ma sa che ha ragione. Prende il cane dalle mani della sorella e lo tiene con le braccia tese davanti a se, concentrandosi. Anche sua sorella trattiene il fiato con lui. Il cane di pezza comincia a gonfiarsi, piano piano diventa grosso come una palla e si alza dal palmo della sua mano. Arrivato a mezz'aria comincia a muovere le zampette di pezza e come un cucciolo troppo grasso che cerca di rimettersi in piedi ruota su se stesso, muovendosi in lenti cerchi mentre mulina le zampe forsennatamente. Lui ride. Anche sua sorella, alle sue spalle, ride. Poi si ricorda di avere i coltelli in mano, ne sceglie uno, lo fa ruotare un paio di volte nel palmo della mano, prende la mira e lancia. Il cane di pezza abbaia una volta, rotola nell'aria e il coltello gli passa vicinissimo. Dalle sue spalle arriva un gemito di delusione. Prende un altro coltello, lo soppesa e questa volta aspetta a lanciare, ma quando lo fa non sbaglia il colpo.
Il cane di pezza lancia un guaito che fa stringere il cuore, ed esplode con un botto. Istintivamente si copre il viso con un braccio, mentre sua sorella singhiozza per la paura. Quando rialza lo sguardo nel giardino ha cominciato a nevicare. L'aria si è fatta gelida e il prato si sta già imbiancando. Si inginocchia e appoggia la mano a terra: non è neve, è cenere. I rampicanti intorno a lui seccano e cadono, il prato è ormai una distesa grigia. Si volta verso il gazebo. Sua sorella è ancora seduta li, ma ha la testa china e il viso è coperto dai capelli che ricadono in avanti. Sa che non rivedrà mai più quel viso. Inspira l'aria gelida e abbassa lo sguardo sulle sue mani. Nella destra stringe ancora un pugnale, la sinistra è grigia come il mondo che lo circonda. Improvvisamente il braccio sinistro si muove e con uno scatto gli afferra la gola, gli blocca il respiro. Prova a ribellarsi, ma la presa è troppo forte, cade in ginocchio e sprofonda nel buio.

La notte si era fatta silenziosa e carica di tensione intorno al posto di guardia sul fiume Paludonso, gli unici rumori erano lo sbuffare dei cavalli irrequieti e lo sfrigolio delle torce che illuminavano il cortile dove Von Braun e il mago scarlatto si preparavano al combattimento. Dal lato della strada che dava sul fiume i cavalieri incappucciati si erano schierati a semicerchio, come a delimitare il terreno del duello. Di fronte a loro Leom, la ragazza bionda e altri quattro soldati stavano in piedi gettando lunghe ombre verso Marianna, alle loro spalle. Von Braun era dritto in mezzo alla strada, e soppesava la spada ricevuta da uno dei soldati, mentre il mago scarlatto stava scendendo da cavallo dalla parte opposta del cerchio, aiutato da uno dei suoi compagni.

Marianna aspettò che l'attenzione dei soldati intorno a lei fosse rivolta completamente ai due sfidanti, e quando fu sicura che nessuno la stesse guardando, fece scivolare fuori il pugnale che teneva nascosto fra le pieghe della veste. Lo strinse per un lungo attimo nel palmo della mano. Era il pugnale che le aveva affidato la sua maestra quando era diventata Custode: era leggero, forse di osso o di legno, ed era magico, in qualche modo.
Avvicinò il suo cavallo a quello di Sven, inspirò profondamente guardando negli occhi impauriti il ragazzino, poi con un colpo secco tagliò le corde che gli legavano i polsi. "Il tuo maestro avrà bisogno di aiuto" gli disse liberandolo dai lacci "vai da lui".
Sven la guardava senza capire. Marianna gli prese una mano e la chiuse intorno all'elsa del pugnale "Non perderlo, è molto prezioso, tornerò a prenderlo" sussurrò avvicinandosi all'orecchio. Chinò la testa e gli diede un bacio sulla guancia, poi fece voltare il cavallo verso il sarcofago di metallo che aspettava nel buio dietro di loro, e si avvió al trotto verso i quattro soldati che lo custodivano.

Mentre si avvicinava vide gli uomini scambiarsi qualche parola, e due di loro arretrarono fino raggiungere il feretro, cercando di mantenere calmi i cavalli che scalpitavano a disagio. Gli altri due soldati invece avanzarono verso di lei con aria minacciosa. Quando furono a pochi passi di distanza Marianna fermò il cavallo e scese con fare sicuro.
"Ferma, strega" l'apostrofó uno dei due, puntandole la spada contro "tornatene al tuo posto". L'uomo sembrava piu stupito dal comportamento della donna che realmente intenzionato a farle del male. Marianna ne approfittò "Ho solo bisogno del mio bastone" spiegò con calma, in piedi di fianco al cavallo "non ho intenzione di creare problemi" aggiunse, abbozzando un sorriso malizioso. Non funzionò. "Ti ho detto di tornare al tuo posto, maledizione!" le urlò contro il soldato, facendo avanzare il cavallo verso di lei.
Marianna prese il sacchetto delle erbe che portava in vita e glielo lanciò contro. L'uomo lo afferrò al volo, stringendolo per un attimo nel guanto di maglia. Fece per gettarlo via, ma poi prese a urlare e a dimenarsi mentre ragni grossi come pugni sciamavano fuori dalla bisaccia a decine, infilandosi nelle fessure dell'armatura. Il compagno al suo fianco rimase immobile per la sorpresa, guardandolo cadere da cavallo e rotolarsi nell'erba. Marianna intanto raccolse un ramo da terra e avvicinandosi all'uomo a cavallo chiese ancora "Posso avere il mio bastone, dunque?"
Vide lo sguardo del soldato tremare quando il ramo cominciò a piegarsi, avviluppandosi spira dopo spira intorno al braccio della donna. Il grosso serpente scese fino ai piedi di Marianna e comincio a strisciare lentamente verso il cavaliere, che istintivamente indietreggiò. Lei tese la mano e l'uomo lancio a terra il bastone senza aprire bocca, prima di raggiungere di corsa i due compagni alle sue spalle. Marianna lo raccolse con un sorriso soddisfatto, e subito un brivido le attraversò il corpo mentre la forza della Madre la pervadeva.

Un rumore di zoccoli alle sue spalle la fece voltare, giusto in tempo per vedere Leom avvicinarsi tendendo l'arco nella sua direzione. Dietro di lui due soldati tenevano a terra Sven, che urlava cercando di divincolarsi.
"Marianna, lasciate quel bastone, non costringetemi a farvi del male" le disse con voce dura e senza abbassare l’arco, arrivato ormai a pochi passi da lei. Marianna lo guardo dritto in volto e sorrise "Grazie, Leom, sei stato gentile con me e con il ragazzo in questi giorni, ma ora devo proprio lasciarvi. Non ho intenzione di finire nelle mani di quell'uomo." disse, facendo un cenno con la testa in direzione del mago scarlatto. Un forte vento si era alzato sulla pianura, e le fiaccole scoppiettavano inquiete lanciando lapilli nella notte. Leom rimase in silenzio, ma non abbassò l'arco.
"Adesso, reggiti" gli disse Marianna. Spostò lo sguardo sul cortile dove Von Braun e il mago si stavano fronteggiando, e poi su, sulle nubi nere che vorticavano sopra loro teste. "Shazam" disse battendo un singolo colpo di bastone sul terreno. Per un momento si fece giorno, poi il piccolo cortile esplose.

Il rombo del tuono riecheggiò per tutta la valle, mentre i presenti si tappavano le orecchie urlando. La potenza del fulmine che si era schiantato al centro della strada aveva sbalzato via i due duellanti, e sia l'inquisitore che il mago giacevano a terra a molti passi di distanza, ricoperti di terra. I cavalli erano impazziti per il terrore, e la maggior parte dei cavalieri era caduta a terra e cercava di proteggersi dagli zoccoli degli animali che scalciavano a caso. Le urla degli uomini si mischiavano con il nitrire dei cavalli. Leom era ancora davanti a lei, chino sulla sella, con le mani premute sulle orecchie. Marianna guardò un'ultima volta la scena compiaciuta, e batté due volte il bastone a terra. Uno spesso fumo nero comincio' ad uscire dal punto che aveva colpito e prese ad avvolgerla. "Ascoltami Leon" disse in fretta. Non aveva molto tempo, sentiva che le parole l'avrebbero abbandonata a momenti "Prendete quel sarcofago e portatelo al sicuro, fate tutto il possibile perché non arrivi a quell'uomo, non ne verrebbe fuori nulla di buono".
Leom la guardava scosso, ancora stordito dal rumore del tuono e chino su se stesso. Marianna gli sorrise un'ultima volta e si prese una ciocca di capelli fra le mani. La guardò cambiare colore, virare dal rosso al nero della notte e poi trasformarsi in qualcos'altro. Mentre il fumo la avvolgeva sentì il corpo restringersi, farsi leggero, e dopo pochi istanti aprí le ali a spiccò il volo, alzandosi sopra la pianura.

Il corvo gracchiò un paio di volte mentre volteggiava sopra uomini e cavalli. Sapeva che doveva allontanarsi. C'era un fiume la sotto, poteva seguirlo fino alle montagne. Qualcosa gli passò accanto. Gli uomini laggiù cercavano di colpirlo. Batté le ali e salì più in alto, al sicuro. Improvvisamente una fiammata gli sbarrò la strada. Virò, scese, un'altra fiammata, e un'altra ancora. L'aria era bollente, non riusciva a volare come avrebbe voluto. Cadde. Sotto c'era ancora il fiume. L'impatto con l'acqua gli scosse la mente. Doveva nuotare. Ma i corvi non sanno nuotare.

Le acque limacciose del Paludonso separarono per sempre la strega dal resto dei viandanti, che ebbero comunque il loro gran da fare con maghi e non morti, mentre in città il mezzo-nano cercava di venire incontro a richieste particolari. Volete dunque sentire di come la strega se la cavò per un pelo, di come il Falco venne ritrovato dai suoi compagni o di come Dana sottrasse il pericoloso essere dalle grinfie del mago del fuoco?

SCEGLIETE!


"-Pazzesco, quest'anno il blu va tantissimo in questa foresta. Guarda che roba...
- L'unica 'roba' che vedo è quella che ti stai fumando tu, Franz. Sul serio, dovresti smetterla con 'ste foglie di Rododendro, ti fanno male.
- Non dire cretinate, Rad. L'aria è blu perché c'è il chiaro di luna.
- E' mezzogiorno e mezzo, Franz.
- Ah."

Da "Dialoghi tra Gnomi di Frantisek e Radetzky", Edizioni del Piccolo Popolo


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