martedì 10 febbraio 2015

In Missione per Conto dell'OverGod 3

I Corgi sono senz'altro guardie migliori delle nostre...


Bentrovati, fastidiosi insetti della gleba. Oggi sono particolarmente di buon umore, perché devo pubblicizzare una storia di Clara e non di quel rimbesuito con l'arpa. 
L'avventura di Anandiah e di Muriel entra nel vivo! Riusciranno i nostri angelici eroi a infiltrarsi nelle nostre prigioni senza essere visti? O come al solito finirà in un'insensata strage di guardie? Con Muriel nei paraggi, non è una possibilità da scartare. (Nota a margine: ricordarsi di indagare presso le prigioni. Mi passano queste storie come "lavori di fiction", ma sono così particolareggiate che non vorrei che qualcuno fosse REALMENTE entrato dove sono tenuti i detenuti. Ci faremmo una figura pessima, dannazione!)
Ehm... dov'ero rimasto? Ah, sì. E' con grande piacere che vi presento, dunque, il terzo episodio di "In Missione per conto dell'OverGod"!
Divertitevi quei cinque minuti e poi di corsa a zappare, capito? Quelle zolle di terra dura e arida non si dissodano mica da sole.

Vostro agricolo,

Archibald Lecter, Segretario Particolare del Re.


 CAPITOLO 3: MISSIONE INFILTRAZIONE
(Il Paradiso sarà una gabbia di matti, ma anche le prigioni di Centria non scherzano)


di Clara

- Ricapitolando, che cosa dovete fare voi ora?
Anandiah ricevette in risposta due sguardi ugualmente offesi, benché da altezze molto differenti.
- Non ho ancora capito perché non possiamo seguire il mio piano.- puntualizzò Muriel.
- Perché...- cominciò l'altro angelo, poi fece un respiro profondo ed aggiustò il tiro:- Perché fare irruzione nel posto di guardia ad ali spiegate e spade sguainate, radere al suolo il covo di corruzione e sterminare tutti i servitori del male che non si pentono alla vista dello splendore dell'OverGod, per quanto soddisfacente e tradizionale possa sembrare, potrebbe mettere in allarme chiunque stiamo cercando. Oltre ad assicurarci l'ostilità di tutta la città, come se non avessimo già abbastanza ostacoli da superare.-
Sul serio, lo aveva già spiegato. Ripetutamente. Stava iniziando a prendere in considerazione un disegnino illustrativo, ma aveva il timore che avrebbe solo peggiorato la situazione.
- E perché il mio piano non va bene?- intervenne Jess con un'espressione imbronciata.
- Perché è esattamente identico al suo piano, hai solo sostituito "servitori del male" con "sbirri bastardi".- ribatté Anandiah. La coincidenza di vedute tra un angelo con qualche millennio alle spalle ed un bambino umano era preoccupante, ma era qualcosa su cui ponderare in un altro momento. Ora non ce n'era il tempo... motivo per cui aveva optato per il piano più discreto e diretto. Intrufolarsi nel posto di guardia sfruttando i propri poteri angelici per nascondere la propria presenza agli umani, interrogare il testimone ed andarsene senza che nessuno notasse nulla.
E pregare l'OverGod che nel frattempo il suo collega se ne stesse tranquillo e senza fare danni in quell'edificio così convenientemente abbandonato vicino dal posto di guardia, e che entro il suo ritorno il piccolo umano si fosse annoiato al punto da abbandonare l'indagine. Non nutriva grandi speranze per nessuna delle due cose, ma un angelo era tenuto per natura a credere nei miracoli.
Qualche minuto più tardi, Anandiah stava di fronte al posto di guardia, assorto nella complicata operazione di calibrare la propria aura in modo che occultasse la sua presenza. Era da parecchio che non lo faceva, ed anche all'epoca in cui aveva svolto regolarmente missioni su quel Piano, non era mai stato lui l'esperto delle operazioni in incognito. Sarebbe stato tutto molto più semplice se ci fosse stata ancora la sua vecchia squadra...
No, meglio di no. Quella linea di pensiero iniziava così e finiva in Rieducazione, cosa che era riuscito ad evitare fino a quel momento e che in una crisi potenzialmente apocalittica era meglio continuare ad evitare. Con un sospiro, Anandiah si diresse con calma attraverso l'ingresso spalancato del posto di guardia.

***

E' opinione comune che, nei posti di guardia, "una giornata tranquilla" significhi una giornata senza omicidi irrisolvibili, serial killer psicopatici in giro per le strade, invasioni di zombie o cose che esplodono. Nei vari posti di guardia di Centria, "giornata tranquilla" significava soprattutto "giornata in cui il capitano Asmodella è impegnata altrove".
Quella era una giornata tranquilla, e quindi quattro degli uomini in servizio al posto di guardia erano occupati in un'attività che allenava le loro capacità di riflessione, strategia e comprensione delle tattiche nemiche. Insomma, una partita a carte. Il quinto stava maledicendo la sorte che gli aveva fatto perdere la partita precedente, costringendolo ad accompagnare in giro per le celle un'indesiderata visitatrice.
Le celle, come da millenaria tradizione, erano solidi cubicoli di pietra con sbarre, e feritoie da cui la luce del sole illuminava flebilmente giacigli di paglia sporca, graffiti più o meno fantasiosi, criminali, ubriachi, e gente che era finita lì per sbaglio. Quasi tutti erano convinti di appartenere all'ultima categoria, anche se tra sé ammettevano che lo sbaglio era stato non corrompere le guardie giuste prima del colpo.
Sorella Elizaveta dell'Ordine di Thorm, che stava distribuendo panini, zuppa e panni caldi ai prigionieri, era beatamente avvolta dal calore del Dovere di Misericordia verso i Miserabili, e quindi ignara delle occhiate disperate che il soldato suo accompagnatore lanciava al tavolo da gioco dei suoi compagni. Ed altrettanto ignara delle lamentele dei prigionieri.
- Se volevate avvelenarci potevate risparmiarvi la fatica di tenerci qui!-
- Che dovremmo farcene di questo pane? Usarlo per stordire le guardie?-
- Ehi, sto parlando con te, vecchia strega!-
Il calore del Dovere di Misericordia verso i Miserabili lasciò il posto al gelo, mentre occhi d'acciaio fissavano l'ultimo prigioniero che aveva parlato. Costui si ritrovò a tremare, mentre la sua mente ritornava all'infanzia, a righelli sulle dita e ore immobili sui ceci.
Perché molti di coloro che ora erano criminali recidivi, un tempo erano stati semplici monelli di strada, erano passati per l'orfanotrofio delle Pie Sorelle di Thorm, ed avevano subito l'Ira Divina incarnata nella piccola, solida, leggermente baffuta figura dell'anziana sorella Elizaveta.
Una voce rauca dalle lunghe ore di preghiera e di insegnamento spiegò:- Le streghe sono femmine spregevoli, nemiche di Thorm e di tutto ciò che è buono e giusto. Paragonare una fedele servitrice della sua volontà ad una delle sue più disgustose avversarie è un peccato. Dovrei lavarti la bocca col sapone, piccolo monello.-
Il piccolo monello, che aveva quaranta anni e quattro omicidi alle spalle, chiese scusa con voce sommessa, mentre tutti gli altri scoprivano d'improvviso il fascino delle pareti o del pavimento.
E nel frattempo un angelo accuratamente occultato scivolava inosservato alle spalle della compagnia, diretto verso la cella più lontana dall'ingresso, ed il suo singolo occupante.
La descrizione di Jess era stata piuttosto semplice: "sui trenta anni, penso. Capelli scuri, anche se sotto quello sporco potrebbe essere qualsiasi cosa. Ed è più folle di un mago che ha sbirciato negli Abissi oltre il Tempo e lo Spazio... dicono. Mai provato. Comunque lo mettono sempre nella cella in fondo, così non ci sono casini."
In effetti, l'individuo che si trovava di fronte all'angelo poteva avere sui trenta anni, ed aveva i capelli scuri. Era anche molto occupato a borbottare tra sé. Sul pavimento intorno a lui erano sparsi stracci e carte spiegazzate, ricoperti di diagrammi e scarabocchi.
Anandiah attese ancora qualche minuto, il tempo sufficiente perché la suora se ne andasse, portando con sé una guardia molto sollevata, poi entrò nella cella. Sbarre e chiavistelli non erano un problema per una creatura eterea, soprattutto una che aveva passato gli ultimi anni ad evitare di rimanere incastrata e stritolata nei meccanismi delle Ruote del Paradiso.
La pagnotta che d'improvviso lasciò le mani del prigioniero borbottante, diretta verso la sua testa, avrebbe invece potuto essere un problema se non si fosse chinato a schivarla.
L'angelo rimase interdetto: l'umano non avrebbe dovuto essere in grado di vederlo, figuriamoci di attentare alla sua testa con quella specie di alimento. L'umano in questione si stava nel frattempo rannicchiando in un angolo, raccogliendo intorno a sé quanti più poteva degli appunti sparsi sul pavimento. Senza smettere di borbottare.
- Lo sapevo, lo sapevo che avrebbero mandato qualcuno prima o poi. So tutto, cosa credi? Credete di potermi fare tacere così? Oh, hanno detto che ero pazzo, hanno detto che mi stavo immaginando tutto, ma sapevo che era così! Io lo sapevo!-
Anandiah avrebbe tanto voluto sapere cosa quel Thomas sapeva, ma al momento era troppo impegnato a controllare che nessun altro fosse stato richiamato dal rumore. Per sua fortuna, nessuno sembrava averci fatto caso.
- Non mi hanno voluto credere quando ho raccontato del complotto, anche se le prove erano proprio sotto i loro nasi! Sono coinvolti, tutti coinvolti, dal re alle guardie ai mendicanti ai sacerdoti a... a tutti! Questa guerra contro i nani? Pfff, ma chi ha mai sentito parlare di una guerra contro i nani? La mobilitazione dell'esercito è solo una scusa per distrarre il popolo dalle vere macchinazioni dietro le quinte, ecco cosa è! Perché nessuno sappia cosa sta succedendo davvero!-
- Ehm... e che cosa sta succedendo davvero, di grazia?- si intromise Anandiah, guardandosi attorno con cautela. Sulle carte rimaste sul pavimento, la parola "complotto" si ripeteva con allarmante frequenza, in genere cerchiata o sottolineata.
Thomas gli rivolse uno sguardo sospettoso:- Lo sai. Sei uno di loro, no? Perché saresti qui altrimenti? Oh, finché nessuno credeva a tutte le mie prove, e non capisco perché non ci credessero, era tutto così evidente... ma quello che ho visto la notte scorsa, quello non volete che lo racconti a nessuno, vero? Non sono ancora sicuro di come rientri nel vostro piano, ma so che è colpa del complotto!-
Nell'angelo si stava cementando il sospetto che ricavare le informazioni che cercava sarebbe stato più complicato del previsto. Decise di provare con un approccio molto diretto.
- Non so nulla di nessun complotto, Thomas. So solo che il cadavere di un angelo è stato ritrovato in un vicolo di questa città, e che tu l'hai visto. Devo scoprire chi è il colpevole.-
- Oh, davvero? E da quando i membri del complotto si mettono a cercare i colpevoli invece di coprire gli omicidi?-
- Da quando non sono un membro del complotto?- suggerì Anandiah con scarsa speranza:- Ascolta, hai ragione quando dici che in questa città si sta svolgendo qualcosa di strano. Hai visto un angelo morto in quel vicolo, ed ho bisogno di saperne di più. D'altra parte, se davvero fossi un membro di questo non meglio definito complotto, saprei già tutto... e quindi se anche me lo raccontassi non cambierebbe nulla, giusto?-
Thomas sembrava ancora poco convinto, ma era evidente che una parte di lui voleva raccontare tutto. Probabilmente non erano molte le persone a chiedergli di continuare i suoi discorsi.
- Beh, quello era un buon posto per dormire. Asciutto, tranquillo. Lontano dal casino, dalla gilda dei mendicanti... ehi, tutta quella storia che è successa nelle fognature? Se ne sentono di tutti i colori, ma io dico che è tutta una copertura. E' stato l'esercito. Hanno dei reparti speciali che...-
Anandiah tossicchiò:- Sono sicuro che è molto importante, ma potremmo prima finire la parte sull'angelo, per favore?-
- Va bene, va bene. Insomma, stavo per addormentarmi quando ho sentito dei rumori nel vicolo. Mi sono sporto da una delle finestre, ovviamente restando nell'ombra, non ho intenzione di scomparire come tanta altra gente in questa città. Tutto quello che c'era era una sagoma accasciata sul fondo di quel vicolo, immobile. All'inizio avevo pensato che fosse qualche ubriaco, così mi sono avvicinato per... ehm... vedere se potevo essere d'aiuto...-
Magari alleggerendolo di cose fastidiose come la giacca o il portafoglio, era il messaggio sottinteso che Anandiah decise di ignorare. Se avesse voluto occuparsi di questioni di moralità, quella missione non sarebbe più finita. Il che gli faceva venire in mente, che era meglio sbrigarsi prima che Muriel decidesse di lanciare una crociata contro l'intera città.
- Ed è stato a quel punto che ho visto che non era umano. O un nano. O una creatura che sia normale vedere in questa città. Era un angelo, con tanto di ali! Ed a quel punto sono scappato via.-
- Perché?-
- Perché era un angelo!-
Anandiah era sinceramente confuso. Non era aggiornato sull'umanità in questo periodo, ma era quasi certo che non fossero tenuti a scappare via alla vista di un angelo. Il fatto che probabilmente, in molti casi, avrebbero fatto meglio a farlo era tutto un altro discorso.
- E quindi?-
Thomas sbuffò:- Si vede che voi membri del complotto non passate molto tempo tra la gente, vero? Preferite manipolare tutti dall'alto. Beh, se sapeste qualcosa di cosa sta davvero succedendo...-
Credevo che il complotto sapesse tutto, si trattenne dal commentare l'angelo.
- Gli angeli sono cattive notizie, di questi tempi. Come qualsiasi cosa che abbia a che fare con un qualsiasi dio. Ci sono stati degli attacchi contro templi, conventi... dannazione, hanno anche avuto il coraggio di fare irruzione all'orfanotrofio delle Pie Sorelle di Thorm. La vecchia streg... sorella Elizaveta è ancora sconvolta, è per questo che oggi era così buona.-
Anandiah confrontò l'ultima frase con l'immagine dell'anziana donna appena passata, e decise di non indagare oltre.
- Non i grandi templi, ovvio. Solo quelli di cui non importa a nessuno ai livelli alti, ed in questa città ce ne sono parecchi. Ma ho preferito non correre rischi, anche perché avevo già un... lavoro da fare. E poi c'è stato un equivoco con le guardie e sono finito qui.-
- Non hai visto nessun altro in quel vicolo? Magari qualcuno che si allontanava?-
- No, nessuno. Insomma, a parte un marmocchio che conosco che stava cercando un posto dove dormire, ma l'ho avvertito, e se mi ha dato retta se ne è stato alla larga...-
- Jess?-
Thomas sospirò:- Non se ne è stato alla larga, vero? Quel piccoletto è ovunque ci siano guai.-
- In ogni caso, sta bene.- lo rassicurò Anandiah, sperando di avere ragione, e sorvolando sul fatto che si trovava probabilmente in compagnia di un angelo dalla testa dura e dalla spada facile.
- Oppure lo avete già fatto sparire come tutti quelli che scoprono qualcosa del vostro complotto, eh? Hai intenzione di fare sparire anche me adesso, o solo di ammazzarmi? Ma non riuscirete a far tacere la verità per sempre! Il marcio di questa città non... non...-
L'uomo oscillò per qualche secondo, poi si accasciò a terra. L'angelo gli si avvicinò, con una punta di preoccupazione, che svanì appena si rese conto che stava solo dormendo. Dopo una breve attesa Anandiah uscì dalla cella e poi dal posto di guardia, invisibile ed indisturbato, riflettendo su quello che aveva appena sentito. C'era qualcosa che non quadrava, ma non riusciva ancora a mettere a fuoco cosa.
Parlando di mettere a fuoco, perché, in nome dell'OverGod e delle sue schiere, l'edificio dove aveva lasciato Muriel ed il bambino era in fiamme?

Questa volta non c'è una scelta da compiere per i nostri personaggi... ma per i lettori c'è lo stesso, sennò che gusto c'è? Per il prossimo capitolo, avete tre possibilità:

1) Scoprire subito perché l'edificio è in fiamme, ossia cosa è successo mentre Anandiah stava cercando di fare il suo lavoro. Perché lasciare un fanatico a rischio di shock culturale, una spada fiammeggiante ed un marmocchio con evidenti tendenze criminali nella stessa stanza senza supervisione non è mai sembrata una buona idea.

2) Che cosa sta succedendo nel frattempo in Paradiso? Un capitolo che ci insegna da chi Anandiah ha imparato la pazienza con i colleghi meno flessibili. E da chi Muriel ha imparato a propugnare l'irruzione armata come soluzione a tutto.


3) Dal momento che abbiamo introdotto un personaggio nuovo, tanto vale sfruttarlo. Sorella Elizaveta ci fornisce il suo punto di vista, qualche informazione in più sui misteriosi furti... e Anandiah potrebbe non essere passato così inosservato come credeva.


"- E tu che hai fatto per finire qua dentro, topo?" - chiese McBride.
- Duplice omicidio e contrabbando di Gorgonzola. Ma i miei avvocati mi tireranno fuori presto, ci puoi giurare..."

L'immagine delle guardie Corgi è di Silverfox 5213
L'immagine della prigione è di SybariteVI

venerdì 30 gennaio 2015

El Puerto es definitivamente Muerto



Aprite gli ombrelli, madame e messeri delle mie terga! Oggi pioveranno sangue et batraci, visto che il Bardo si è davvero deciso a pubblicare qualcosa. Come promesso ecco il seguito della nostra saga, che ormai sta prendendo sempre più le connotazioni di una telenovela elfica di bassa lega. Con molto meno sesso, per giunta.
Avete optato per scatenare Gburhulg a piena potenza, il che mi fa pensare di voi due cose: o che siete dei sadici o che i vostri continui tentativi di uccidere i nostri personaggi siano un sintomo dello scarso indice di gradimento che questa storia riscuote tra il volgo. In entrambi i casi, poco me ne cale.
Prestissimo avremo anche il terzo capitolo delle avventure di Anandiah e Muriel, scritte dalla nostra Clara, perciò come si dice in gergo: state tonnati!

Vostro sbrigativo,

Archibald Lecter, Segretario Particolare del Re

Riassunto del riassunto del riassunto del riassunto: Il guerriero degli Elfi Neri Ferianthalas, l'Elfa Nobile Bajyna, il Necromante DarkShield e il Druido selvatico (e ora anche zombie) Mohamet Al sono partiti da Centria per salvare la principessa Cleofelia. Ignari del fatto che la svampita ragazza sia già rientrata sana e salva in patria, i quattro si sono spinti sempre più a est, fino a penetrare negli oscuri domini di Mors Tua, il Signore del Male ufficiale. Giunti a Puerto del Muerto in compagnia della Succube Rowena, i nostri si fanno invischiare negli affari di una setta che venera un mostruoso Dio Polpo, Gburhulg. Una volta scoperto che il culto fa orribili esperimenti sugli esseri umani, si fanno coinvolgere in un'operazione di salvataggio e si ritrovano intrappolati in una caverna sottomarina, con un unico tunnel subacqueo come uscita e un branco di ibridi assetati di sangue alle calcagna...


dai Canti del Bardo

Non appena le mani di DarkShield iniziano a dare forma al complesso incantesimo che permetterà loro di fuggire, gli ibridi nella gabbia cominciano a tempestare furiosamente le sbarre, sfondandole in più punti.
Comprensibilmente terrorizzati a morte dalla prospettiva di finire divorati da quei mostri a pochi metri dalla salvezza, molti sopravvissuti cercano di trovare conforto e sicurezza negli eroi giunti in loro soccorso, ma con scarsi risultati. Più intimoriti dall'acqua intorno a loro che dai mostri e dalle continue scosse di terremoto, Ferianthalas e Bajyna se ne stanno in silenzio con le labbra serrate, gli occhi sbarrati e la tipica espressione del'agnello che si rende conto che ormai è arrivata la Pasqua.
Rowena è una diavolessa, quindi per natura poco portata a calmare le persone, inoltre in questo specifico frangente è troppo occupata ad ammirare il suo unico vero amore che fa l'eroe controvoglia, per accorgersi di qualunque altra cosa intono a lei.
L'unico veramente tranquillo è Mohamet, ma lui è morto e quindi non fa testo. Fortunatamente, Fadris e suo padre sembrano cavarsela molto meglio nei rapporti umani.
- State tutti vicini - grida la ragazza - Non temete, ci salveremo tutti.
Un'altra scossa di terremoto stacca un enorme pezzo di roccia dalla volta della caverna, che va a schiantarsi proprio su un lato della gabbia, uccidendo decine di ibridi. Un grido di esultanza si leva dal gruppo di superstiti, smorzato immediatamente dalla comprensione che ora gli ibridi restanti sono liberi dalla loro prigione.
All'improvviso, proprio sulle note iniziali del consueto coro di urla disperate e confortanti "moriremo tutti", gridati a squarciagola, una cupola traslucida si forma sopra le loro teste.
- Che sta succedendo? - grida qualcuno.
- Moriremo tutti - ribadisce qualcun'altro.
Tutte le persone riunite nella polla d'acqua iniziano a essere trascinate sott'acqua da una forza misteriosa.
Prima che Ferianthalas e Bajyna comincino a gridare come due soprano isteriche, DarkShield scocca loro un'occhiata di fuoco.
- Cercate di darvi una calmata, razza di deficienti - ringhia - non vedete che siamo chiusi in una bolla di energia? Con un po' di fortuna ci porterà tutti fuori e ci proteggerà da quei mostri.
- Sei un genio, amore - trilla Rowena, strusciandosi contro di lui quasi faticasse a trattenere le proprie pulsioni erotiche.
- Non dire idiozie, per favore - sbotta lui - se fossi davvero un genio non sarei qui, in primo luogo. Sono solo estremamente intelligente.
- E sexy. - aggiunge lei, ammiccante e ansimante.
- Vuoi piantarla? Se mi appanni la superficie della sfera non vedo dove andiamo.
Momentaneamente al riparo dall'eccessiva lussuria della succube, la bolla si immerge completamente proprio quando tre ibridi si tuffano su di loro. I mostri si aggrappano disperatamente alla superficie traslucida, tempestandola di pugni. Le persone all'interno iniziano di nuovo a urlare.
- Non riescono a passare - azzarda Ferianthalas, cupo - la magia di DarkShield ci protegge davvero!
- Che vuol dire "davvero"? - sbotta il mago, piccato - Dovevo lasciarti in pasto ai pesci quando ne ho avuto l'occasione
La sfera si immerge lungo l'ampio tunnel sottomarino, mentre la terra intorno a loro continua a tremare.
- Spero che le pareti del tunnel reggano, o rimarremo bloccati - deglutisce Bajyna, scrutando l'oscurità rocciosa davanti a loro.
- Ma che sta succedendo? Cosa sono queste scosse? - domanda un uomo dal volto scavato e pieno di tatuaggi.
- Di tanto in tanto ci sono dei terremoti, a Puerto del Muerto, ma mai così forti e frequenti. - dice Lissay, scambiando un'occhiata preoccupata con i suoi uomini.
- Volete smetterla di blaterare? - sbotta il mago - Non riesco a concentrarmi, così. Risparmiate il fiato per quando dovrete nuotare fino a riva.
Le persone nella sfera si occhieggiano l'un l'altra.
- Non possiamo arrivare a riva con questa diavoleria? - chiede qualcuno. DarkShield scuote il capo, concentrandosi ancora di più sul contorto tunnel davanti a sé. L'oscurità è così fitta che il pericolo di rimanere bloccati è fin troppo alto.
Ferianthalas si avvicina a DarkShield, tradendo una certa ansia. - Senti un po', mago. La domanda di quel tizio non è poi così assurda. - sussurra - Non mi va di nuotare, se posso evitarlo. Perché non possiamo arrivare a riva con la sfera?
Il necromante lo fissa di sottecchi. - Davvero non riesci a immaginarlo?
Quello scuote la testa, pallido.
- Non senti come un peso sul petto?
- Certo, ma in questa situazione chiunque sarebbe spaventato, perciò smettila di insinuare che...
- La paura non c'entra. Sta finendo l'aria, idiota.
Ferianthalas aggrotta le sopracciglia - In che senso?
- Perché, c'è più di un senso?
- Ma... ma... non puoi creare, che ne so, aria per magia?
DarkShield sbatte le palpebre un paio di volte. - È una domanda seria?
- Ti sembra che stia scherzando?
- No che non si può. - sbotta quello - Perché qualcuno dovrebbe creare un incantesimo per creare aria? Ce n'è dappertutto.
- Già - commenta l'elfo, amareggiato - tranne qui, a quanto pare.
Bajyna si avvicina a loro con aria sospettosa. - Che state confabulando, voi due?
DarkShield e Ferianthalas si guardano per un istante. - Niente, Dark mi stava illuminando su come funziona la magia.
- E da quando ti interessa la magia? - domanda l'elfa.
- E da quando ti avrei concesso di chiamarmi Dark? - domanda il mago.
Mohamet, che fino a quel momento era stato impegnato a fare boccacce agli ibridi furiosi ancora aggrappati alla sfera, si volta e indica un punto in lontananza.
- Ecco, quella laggiù è uscita - dice.
Un mormorio di moderata speranza si diffonde tra le persone lì riunite. Proprio in quel momento però una scossa più violenta delle altre squassa le pareti rocciose tutt'attorno. Qualcuno urla e il panico comincia nuovamente a diffondersi.
- Smettetela di gridare, imbecilli - ringhia DarkShield, cominciando ad avvertire la fatica dei propri polmoni. L'attimo dopo afferra la spalla di Ferianthalas - Senti, io ti avverto, calmali o li ammazzo tutti quanti prima che finiscano la mia preziosa aria, chiaro?
Ferianthalas annuisce.
- Signori, per favore - comincia a gridare - cercate di mantenere la calma o rimarremo senz'aria e...
- Cosa? Manca l'aria? Moriremo tutti - strilla una donna, facendo scoppiare ulteriori disordini.
- Bravo, davvero un ottimo lavoro - commenta DarkShield, battendo una pacca sulla spalla dell'elfo.
- Guardate, parete di roccia là davanti crolla - grida Mohamet.
- Prego, fate pure - sbotta il mago - qualcun'altro vuole creare del panico gratuito? Se volete saperlo quel tizio lì è uno zombie e lei è una diavolessa... - aggiunge, indicando Mohamet e Rowena.
- No, Dark, il tunnel sta crollando davvero - urla Bajyna - accelera!
DarkShield aguzza lo sguardo e vede l'uscita del tunnel, piú avanti, che sfocia nel blu intenso del mare aperto. Grossi macigni stanno cadendo dall'alto, chiudendola lentamente.
- Sbrigati - urla Lissay.
DarkShield bestemmia in una lingua gutturale, strappando un ansito di ammirazione a Rowena.
- Dove credete di essere, in crociera? Sto già andando al massimo - protesta - E tu non chiamarmi Dark, elfa, se non vuoi che racconti i tuoi segretucci agli altri.
Bajyna si irrigidisce e serra la bocca.
La sfera sfreccia nelle acque buie, mentre una pioggia di detriti si riversa su di essa. Gli ibridi cercano di resistere a quei violenti colpi, ma a uno a uno vengono costretti a mollare la presa, perdendosi nell'oscurità abissale.
- Si sta chiudendo - geme il padre di Fadris - non ce la faremo...
- C'è ancora un passaggio laggiù - indica Ferianthalas. Le rocce hanno chiuso quasi del tutto il passaggio, ma c'è ancora abbastanza spazio per far passare la sfera di misura.
- Lo vedo, lo vedo. - ringhia DarkShield - Vi consiglio di allacciare le cinture di sicurezza...
- Che diavolo sono le cinture di sicurezza?
- E io che ne so? È un modo di dire. Reggetevi!
La sfera impatta con violenza contro le rocce, facendosi strada attraverso lo stretto passaggio. In deficit d'ossigeno e provato dallo sforzo magico, DarkShield incespica, ma subito Rowena lo afferra saldamente per le spalle.
- Resisti, amore... anf... siamo quasi fuori... anf...
Lui corruga la fronte, facendosi forza. - La vuoi... smettere di ansimare sempre come... come... anf...
Ah, no... scusa... anf... è l'aria che manca, vero?
La succube annuisce, pallida.
Con un ultimo boato la sfera si disincaglia dalle rocce e passa oltre, proprio quando un gigantesco macigno, alto quasi quanto un palazzo, si schianta sull'ingresso del tunnel, chiudendolo per sempre.
- Portaci in superficie, presto - sussurra Fadris, cercando di rimanere sveglia - se ci addormentiamo è la fine...
Pochi metri prima della superficie DarkShield e gli altri avvertono la propria coscienza vacillare. La bolla di energia scompare e la gelida acqua del mare si chiude su di loro.
Faticosamente, annaspando, i nostri eroi riescono in qualche modo a raggiungere la superficie tumultuosa e a inspirare una profonda boccata d'aria. Il cielo in tempesta vortica sopra Puerto del Muerto come se gli dèi stessi avessero deciso di distruggere la città.
- Dobbiamo raggiungere la riva - grida Bajyna, terrorizzata come un gatto senza i braccioli.
- Non ce la faccio... - ansima Ferianthalas, disperato - Per gli dèi, non ce la faccio. Affogo!
DarkShield nuota accanto a lui. La veste nera lo fa sembrare una funerea medusa.
- Dacci un taglio, elfo. Questo è un fantasy, no? Qui la gente nuota perfino con l'armatura. Vedi di risparmiare le energie per arrivare a ri...
Un ruggito terrificante fa tremare la terra e fa improvvisamente gonfiare il mare, come se qualcosa di gigantesco si muovesse sotto la sua nera superficie. I sopravvissuti lanciano grida disperate, guardandosi intorno freneticamente.
- Di nuovo quel ruggito - grida Lissay, sollevando un braccio. Il braccialetto che ha al polso si illumina di una debole magia.
- Che stai facendo? - ansima DarkShield, sempre curioso nei confronti di tutto ciò che è magico.
- Dove l'hai comprato? - sputacchia Bajyna, sempre curiosa nei confronti di tutto ciò che è fashion.
- Ho mandato un segnale di soccorso al mio secondo. La Vendetta di Tallarin dovrebbe sbucare da quel promontorio tra pochi ista...
E in effetti la nave sbuca proprio in quel momento. Peccato che in un modo non esattamente ortodosso. Un gigantesco tentacolo la solleva dalla superficie del mare, su, su, più in alto di una montagna. Altri tentacoli si sollevano, sbriciolando la terra e portando la distruzione a interi quartieri di Puerto del Muerto. Persino da dove si trovano, i nostri sbigottiti eroi e gli sventurati superstiti riescono a vedere il fuggi fuggi generale, le persone che si gettano in acqua dai moli, in preda al panico, le navi che salpano in tutta fretta, cercando di fuggire dalla mostruosa divinità che si è risvegliata sotto i loro piedi.
- Che diavolo è quella cosa? - urla Ferianthalas, la cui impellente necessità di andare rapidamente a riva sembra essersi decisamente ridimensionata.
- Per gli dèi... è Gburhulg - urla Fadris.
- No che non lo è - sbotta DarkShield, cupo.
- Ah, no? - protesta Ferianthalas, andandogli dietro - E allora perché stai fuggendo nella direzione opposta?
- Perché è comunque un polpo alto come una montagna. - spiega il mago, sputacchiando acqua salmastra - ma se vuoi tu rimani pure, io non ti fermerò.
- Ma dove andiamo? - piagnucola Rowena - non possiamo farcela a nuoto fino alla sponda opposta.
In quel momento il ruggito del mostro squassa nuovamente l'aria, spazzando via le nubi. I tentacoli si ritraggono improvvisamente sotto la superficie del mare, generando una spaventosa onda anomala alta quanto una collina.
- Ecco, lo sapevo che mi toccava di morire. - sospira Ferianthalas, guardando il colossale tsunami con occhi depressi - Di nuovo.
Ormai convinta di tirare le cuoia, Rowena si stringe a DarkShield. - Ti amo - ansima, drammatica.

Bajyna, per non essere da meno, si butta su Ferianthalas, lo afferra per le spalle e cerca di superare con il proprio fascino la coltre di terrore che obnubila la mente dell'elfo nero.
- Ascoltami bene, elfo della malora. Io ti...
E l'onda, pietosamente, li travolge proprio in quell'istante, salvando voi lettori da un momento di intensa e mielosa drammaticità.

La domanda è questa. Quando i nostri eroi si risveglieranno (perché si risveglieranno, giusto?) quale sarà la faccia che si troveranno davanti?

1. Sarà una faccia CONOSCIUTA

2. Sarà una faccia SCONOSCIUTA

3. Non sarà una faccia.


"Un momento... è un'isola, quella laggiù?"

Capitan Morgenstern, poco prima di scomparire per sempre dalla faccia del pianeta

martedì 13 gennaio 2015

THE BARD RETURNS! (Un po' come Superman, ma con meno muscoli)

Buon anno, volgo di sciroccati! Ebbene sì, siamo tornati con il consueto carico di bestialità e infime prose prodotte dal nostro Bardo (e fortunatamente con momenti di vera letteratura prodotti da Clara e PM)! Dite la verità, vi mancavamo, eh? Beh, a me voi non mancavate affatto, ma sapete com'è: il Re ordina e il suo Segretario scatta sull'attenti.
Ringraziate il cielo, per questo.
Volevo solo comunicarvi che il Bardo, Michele D'Angelo, ha finalmente ritrovato il senno, decidendo di ricominciare a pubblicare con ritmo (più o meno) stabile. Da qualche mese ormai batte la fiacca e temevamo che gli utenti del sito avrebbero subito un crollo. E invece volete sapere una cosa buffa? Le visite sono AUMENTATE. E così anche gli iscritti al sito.
Mentre il Bardo non c'era. 
Questo la dice lunga sulle sue effettive capacità letterarie. Che Thorm sia lodato per la stabile presenza di Clara, invece. Ho già provveduto a sottoporre al Re un decreto di encomio ufficiale per colei che ha lavorato doppio per coprire le continue e ingiustificate assenze di quel pidocchio con la cetra.
Siate grati, voi villici, che questo sia un blog scritto. Se doveste sorbirvi, come noi, lo strazio di quell'ugola malefica che declama pessimi versi tutto il giorno non vi chiedereste più perché sono così scorbutico.

A presto, dunque. Se lo teniamo abbastanza a lungo senza cena, il Bardo dovrebbe partorire in breve un'altra follia letteraria.

State tonnati, come dicono gli elfi.

Vostro falsamente entusiasta, 

Archibald Lecter, Segretario Particolare del Re


Questa è Aika, un'eroina degli orchi disegnata proprio dal Bardo invece di SCRIVERE, cosa per cui in teoria noi lo PAGHIAMO profumatamente. Se vi interessa c'è un link alla sua pagina DeviantArt, nella colonna destra. Maledizione, se continuo a parlare così prima o poi mi troverò l'Inquisizione alla porta... A.L.

giovedì 18 dicembre 2014

TANTI AUGURI A TUTTI DAL BARDO E DALLA CORTE!!


Tantissimi auguri di buona Nascita del Bambino Magico e un Felice Anno Nuovo a tutti voi, fedeli sudditi del Re! Il Bardo e l'intera corte ne approfittano per farvi partecipi del loro apprezzamento nei vostri confronti e in quelli dei collaboratori che ci hanno aiutato!
Sì, lo sappiamo, quel perdigiorno del Bardo quest'anno si è fatto desiderare, ma abbiate pazienza: finalmente sta facendo un po' di lavoro da sceneggiatore e le sue già limitate facoltà mentali stanno venendo spremute all'osso. L'anno prossimo andrà meglio. O quello o le miniere di sale.
Fate i bravi, perché quest'anno Babbo Vichingo ha una lista bella lunga di bambini cattivi di tutte le età a cui far visita. Per i più piccoli ha preparato il carbone, mentre per i più grandicelli userà direttamente la benzina, che brucia meglio.

Godetevi le feste, dunque, ci vediamo nell'anno nuovo!


lunedì 17 novembre 2014

IN MISSIONE PER CONTO DELL'OVERGOD 2



Rieccoci qui con il nuovo capitolo della storia di Clara! Ebbene sì, oggi vi risparmio i miei consueti insulti, carissimo volgo. Anche perché non li capireste. Il nostro inutile Bardo è stato nell'Altrove, in quel di Lucca. Per una specie di fiera, a quanto ho sentito dire, ma non ne so molto. Credo riguardasse la promozione di una sua opera di cui qualcuno si prenderà la briga di parlare su questo blog nei giorni a venire. Di certo non lo farò io, anche se conoscendo il Re mi obbligherà senz'altro a scrivere qualche stupida prefazione.
Ad ogni modo... avevamo lasciato il povero angelo Anandiah alle prese con uno spinoso incarico, rintracciare i colpevoli di un efferato omicidio angelico e recuperare un'arma divina di proporzioni epiche. A complicare ulteriormente questa missione, già di per sé ingarbugliata, gli è stato assegnato un angelo che i lettori di queso blog conoscono bene: Muriel, lo stolido propugnatore dell'ordine divino assoluto. Riusciranno i nostri due eroi a scoprire che diavolo sta succedendo? Un momento, ho detto "diavolo"? Volevo dire "angelo". 
Lo scoprirete in questo nuovo, emozionante episodio di "Anche gli Angeli piangono". (n.d.r. il titolo non è esattamente questo)
E ora andate e leggete. Chi di voi è analfabeta troverà un Messo Reale in ogni villaggio, pronto a leggere per conto terzi. Dietro pagamento di un'irrisoria tassa, ovviamente. 
Lunga vita al Re.

Vostro letterato,

Archibald Lecter, Segretario Particolare del Re


2: TROPPE SCENE SULLA SCENA DEL CRIMINE

di Clara

Muoversi tra i Piani che componevano la realtà non era un'operazione particolarmente difficile. La parte complicata era muoversi fino ad un punto desiderato ed arrivarci nello stesso stato (e con lo stesso numero di arti) di quando si era partiti. Per fortuna, gli angeli dell'OverGod avevano avuto millenni per perfezionare la tecnica. Altrettanto per fortuna, erano esseri eterei praticamente immuni a debolezze materiali come il mal d'aria o la nausea.
Il che era un'ottima cosa, rifletté Anandiah, perché si era dimenticato che il Piano verso cui erano diretti avesse un odore così forte. Non che il Paradiso fosse tutto rose e fiori, ma gli umani in particolare avevano un loro modo di ammucchiare cose e persone nelle loro città, di accumulare prove della loro esistenza, di marchiare un territorio come loro più di qualsiasi altra razza. Era stupefacente, a pensarci bene. Anche se non tutti la pensavano così.
- Cosa è questo rivoltante fetore di peccaminosa corruzione?-
Ecco, appunto.
- Potresti sempre tornare in Paradiso ed aspettare lì, Muriel.- suggerì Anandiah con scarsa speranza, senza neppure voltarsi verso la causa principale della sua attuale irritazione. Non della sua preoccupazione, ma solo perché quel primato era occupato da chiunque avesse deciso che uccidere un angelo, rapirne un altro, e rubare una delle armi più potenti della Creazione fosse un'idea geniale.
- Ho ricevuto l'ordine di provvedere all'eliminazione della minaccia che ha osato profanare il Paradiso e farsi gioco della grandezza delle schiere dell'OverGod, e non sarà questo miserabile miasma di malignità a fermarmi! A costo di dover radere al suolo l'intera città.-
Stavolta Anandiah si voltò, ancora più irritato dal fatto che era difficile gettare un'occhiata intimidatoria a qualcuno che lo sovrastava di tutta la testa ed era largo il doppio di lui. Non era sicuro se fosse la sua costituzione naturale o i secoli di allenamento. L'effetto di imponenza era amplificato dal pettorale scintillante, dallo spadone che brandiva, e dalle candide ali ripiegate dietro la schiena.
Il che implicava che qualcuno, nonostante gli sforzi di Anandiah di usare paroline semplici, non aveva esattamente afferrato il concetto di essere discreti e non attirare l'attenzione.
- Per prima cosa, non vogliamo radere al suolo la città. Neanche un quartiere, se possibile. In secondo luogo non possiamo eliminare nulla se prima non sappiamo di cosa si tratti, quindi per ora il nostro è un lavoro di investigazione. Hai mai partecipato ad un'indagine prima?-
Muriel aggrottò la fronte, pensieroso:- Una volta ho preso a pugni un diavolo fino a fargli confessare dove si nascondevano i suoi perfidi scagnozzi. E poi li ho decapitati tutti con la mia spada fiammeggiante.-
- Ecco, stavolta è un po' diverso. Il nostro lavoro è prima di tutto quello di cercare indizi. Per quanto possa essere sorprendente, è più facile senza una spada fiammeggiante sguainata.-
Era evidente che Muriel non fosse convinto, ma Anandiah non aveva tempo per spiegare. Si diresse verso la loro destinazione, a pochi metri di distanza. Avrebbero potuto comparire direttamente sulla scena del crimine, ma era meglio evitare di coprire le energie arcane che il criminale poteva aver lasciato con altre tracce.
Il vicolo era deserto. Gli angeli che avevano rinvenuto il corpo se ne erano già andati, ma le tracce della loro presenza erano ancora forti. Anandiah notò con un leggero disappunto che non avevano nemmeno pensato ad allontanarsi prima di tornare in Paradiso, fatto che avrebbe reso ancora più difficile individuare le energie precedenti. E nessuno era restato nei dintorni per assicurarsi che non ci fossero interferenze. Se a farlo fosse stato qualcuno della sua vecchia divisione, sarebbe stato relegato al lavoro d'ufficio per qualche secolo, ma visto che erano state inviate le illustri truppe scelte di Uramaius, Anandiah reputava una fortuna che ci fosse ancora la scena del crimine.
Due alti edifici gettavano la loro ombra sul suolo ingombro di rifiuti. Le fatiscenti pareti di legno avevano ceduto in alcuni punti, lasciando visibili squarci delle stanze interne spoglie. C'era una zona vuota sul terreno, dove il corpo era stato rimosso per essere riportato in Paradiso. Le piume sparse a terra erano state bianche, ma il fango le aveva tinte di un colore bruno. Una larga macchia scura indicava il punto dove il corpo era stato abbandonato. Molto larga, il sangue doveva essere schizzato con grande violenza per produrre una macchia del genere.
Anandiah sospirò. Sarebbe stato difficile ricavare qualche informazione utile da quel disastro, quindi c'era solo un'altra possibilità di risolvere il mistero in fretta... e doveva contare sul suo indesiderato aiutante. Non era detto che sarebbe stato un disastro assoluto, erano su quel Piano da almeno cinque minuti e Muriel non aveva ancora tentato di sterminare nessuno, era anche stato tranquillo e silenzioso. Era molto più di quanto lui si fosse aspettato, forse la Rieducazione serviva davvero a qualcosa... oltre a complicare il lavoro ai responsabili del personale, certo.
Ora che ci pensava, era davvero troppo tranquillo e silenzioso.
- Muriel?- indagò Anandiah, voltandosi in tempo per vedere l'altro angelo che schizzava verso un angolo e si piegava in due. Una frazione di secondo dopo, fiotti di vomito angelico stavano schizzando in ogni direzione, dimostrando che in effetti gli angeli non erano così immuni alla nausea come poteva sembrare.
A quel punto gli venne un sospetto.
- Muriel, tu hai già compiuto delle missioni su questo Piano, vero? Che cosa facevi prima?-
Dopo una pausa riluttante, l'altro ammise:- Angelo custode all'ingresso dell'aldilà. Mi occupavo di dirigere le anime dei peccatori nella giusta direzione.-
Che era la versione ufficiale per "acchiappare chiunque passasse di lì e convincerlo, con l'eventuale ausilio di una spada, a mettersi in fila". In genere le anime in questione erano troppo confuse per protestare, il che implicava...
- Come sei riuscito a finire in Rieducazione con un lavoro del genere?-
Muriel bofonchiò qualcosa che suonava molto come un poco angelico "quel dannato elfo, la sua meretrice demoniaca, e la sua fallace logica da eretico", poi si interruppe per un altro conato di vomito. Anandiah decise di non insistere, almeno per il momento.
- Muriel, vai a dare un'occhiata in giro, ti dispiace? Potrebbero esserci degli umani da queste parti... vagabondi, mendicanti, forse ladri. Chiunque abbia bisogno di un posto tranquillo e coperto. Potrebbero aver notato qualcosa. Non penso che chi stiamo cercando sia così sciocco da essersi lasciato vedere mentre abbandonava il corpo, ma non possiamo escludere alcuna possibilità.-
- Va bene.-
Anandiah sospirò di sollievo. Stava per tornare alla sua indagine, quando notò qualcosa.
- Ehm... perché stai estraendo la spada?-
Muriel lo guardò con aria confusa:- Non hai detto che devo strappare la verità ai deboli servi del Male che si annidano in questo covo di depravazione, e costringerli in nome dell'OverGod a confessare dove è il malvagio che stiamo cercando?-
- Non... esattamente.- replicò l'altro angelo, mentre si ripeteva tra sé che la pazienza era una grande virtù angelica, e che se Sinandraiel era riuscita ad educare decine di angioletti neonati lui poteva gestire Muriel per qualche ora. Poteva vederlo come un incentivo a risolvere in fretta il caso.
Il tonfo sordo di qualcosa che cadeva dietro l'angolo gli risparmiò la fatica della spiegazione. In una frazione di secondo, entrambi gli angeli si erano gettati verso la fonte del suono, e Muriel stava puntando la spada contro...
Un bambino. Per quanto fosse difficile giudicare l'età degli umani (sul serio, cambiavano troppo in fretta, come facevano a riconoscersi?), questo qui doveva avere al massimo dieci anni. Un cappello troppo grande teneva in ombra il viso ed i capelli aggrovigliati dalla sporcizia. Il corpo era interamente nascosto sotto una giacca da adulto, lasciando visibili solo i piedi nudi, neri per il fango.
- Muriel, metti via la spada.- intimò Anandiah. Appena il collega ubbidì, il piccolo si riscosse dalla sua immobilità, sollevando lo sguardo.
- Siete con quelli di prima?- domandò, diffidente.
- Quali sono quelli di prima?-
- Avevano le ali e l'armatura come quello.- specificò, indicando Muriel:- Hanno fatto un sacco di confusione, i topi sono scappati via tutti. Hanno portato via qualcosa dal vicolo.-
Anandiah annuì:- Sì, siamo con loro. Hai... hai visto cosa hanno portato via?-
Il bambino abbassò lo sguardo e bisbigliò:- Non lo so. Thomas ha detto che era un corpo, con le ali, e che lo aveva visto arrivare la notte scorsa. Pensavo che mi stesse facendo uno scherzo. Thomas dice tante cose stupide.-
L'angelo sentì un fremito scorrergli nelle ali. Una traccia, finalmente.
- Quindi, questo Thomas ha visto come è arrivato qui l'altro angelo, giusto? Ha visto chi lo ha portato?-
- Non lo so!- insistette l'altro, scuotendo la testa furiosamente:- Non ci ho badato, ve l'ho detto, Thomas dice un sacco di cretinate, ed io non venivo qui a dormire da una settimana, ho trovato un posto migliore. Sono venuto solo per riprendere le sue cose, ed ho visto tutti quei tizi... i nostri soldati mica ce le hanno, delle spade così. Mi sono nascosto. Non ho guardato cosa facevano. E' la verità, non dovete strapparmi un bel niente!-
- Va bene, va bene. Non preoccuparti.- si affrettò a rassicurarlo Anandiah. Il bimbo doveva aver sentito la conversazione di prima.
- Dove possiamo trovare il tuo amico Thomas?-
La diffidenza tornò, ancora più forte di prima, mentre l'umano sibilava:- Perché volete saperlo?-
- Ascolta... come ti chiami?-
- Jess.-
- Bene, Jess. Io sono Anandiah, ed il mio collega è Muriel. Uno dei nostri compagni è stato ucciso, e gli angeli che hai visto prima sono venuti a recuperare il suo cadavere. Ma noi dobbiamo scoprire chi sia stato a farlo. E Thomas potrebbe aver visto il colpevole. Quindi dobbiamo parlargli. Non vogliamo fargli del male.-
Jess esitò ancora per qualche secondo, evitando il suo sguardo, poi sollevò la testa e deglutì.
- Va bene, ho capito. Però c'è un problema.-
E ti pareva. L'OverGod sia lodato per la sua infinita fantasia nel metterci alla prova.
- Che genere di problema?-
- Thomas è dentro. Al posto di guardia. Lo hanno beccato stamattina per un lavoretto in una casa del centro, ed ora lo tengono in cella fino al processo. Per questo stavo andando a riprendere le sue cose, gliele tengo al sicuro.-
Anandiah rifletté per qualche istante. Se queste guardie erano anche lontanamente simili a quelle del Paradiso, sarebbe stata dura. D'altra parte, stavano parlando degli esseri umani. L'armatura di Muriel conteneva abbastanza metalli preziosi e scintillanti da convincerli a chiudere un occhio... ma poi avrebbe dovuto convincere l'altro angelo a chiudere un occhio sulla corruzione, e sospettava che non sarebbe stato facile. Oppure avrebbe potuto limitarsi ad entrare inosservato, sfruttando i suoi poteri, ed uscire prima che qualcuno se ne accorgesse.
Aveva la sensazione che quella missione si sarebbe complicata ancora di più. Forse sarebbe stato più utile avere un supporto che sapesse muoversi in città ed avesse autorità tra gli umani. Qualcuno di ragionevole a cui spiegare la situazione.
- Chi comanda la vostra guardia?-
- Il capitano Asmodella.- rispose in fretta Jess, aggiungendo:- Penso che possa aiutarvi. Di sicuro può capire i problemi soprannaturali meglio dei soldati normali. Dovreste parlarci.-
Era un'impressione di Anandiah, o quel tono di candore innocente era lo stesso dei teneri angioletti che tentavano regolarmente di bloccare le Ruote del Paradiso per far sospendere le lezioni? Ma non era molto bravo ad interpretare la voce umana, quindi meglio lasciar perdere.
Avrebbe finito di esaminare il vicolo, e nel frattempo avrebbe deciso come raggiungere quel Thomas.

E come ormai avrete intuito, i nostri due angelici investigatori (insomma, uno e mezzo) attendono la vostra scelta:

1. Metodo diplomatico: andare a parlare con il capitano delle guardie, spiegare la situazione, e sperare che sia un umano ragionevole. Ma che razza di nome è Asmodella, comunque? Non suona molto umano... boh, sarà una nuova moda.

2. Metodo soprannaturale: entrare di nascosto senza farsi vedere da nessuno, parlare con Thomas ed uscire. Nessuno si fa male, nessuno si allarma. Ammesso che il posto di guardia non abbia qualche rilevatore di energia soprannaturale, un mago o un sacerdote in servizio, un demone... nah, perché dovrebbero?


3. Metodo umano: convincere Muriel a rinunciare a qualche piastra della sua scintillante armatura ed usarla per corrompere le guardie. Così impara a non presentarsi bardato così per una missione in incognito.




"I bassifondi della Capitale sono un'area in evidente sviluppo, e i soffitti bassi sono perfetti per voi nani. Fossi in voi considererei l'idea di un investimento..."

Archibald Lecter alla delegazione nanica. Poco prima che scoppiasse la guerra.


Il Blog di Clara lo trovate qui: ANIMULA SOLIVAGA

Immagini: Epic Angel in apertura è di Rob Joseph
Medieval Town in chiusura è di Joakim Olofsson

domenica 12 ottobre 2014

Le idee migliori vengono ai cervelli morti!



Alleluja, volgo! Quell'inutile nullafacente del Bardo ha finalmente partorito il seguito della storia principale, dopo... quanti saranno?... due mesi abbondanti di silenzio. Facciamo un bell'applauso a sua signoria per averci degnati della sua augusta presenza e aver smesso di delegare tutto il lavoro alla povera Clara e al sottoscritto. 
Ci rendiamo conto che il lungo periodo trascorso tra questo e l'episodio precedente può aver annichilito i già flebili ricordi che potevate avere sulla vicenda, perciò inseriremo un piccolo riassunto per capire dov'eravamo. Piccolo, eh, non aspettatevi granché, giusto per essere certi che non vi aspettiate che la vicenda sia ambientata a Hogwarts.

Sommariamente vostro,

Archibald Lecter, Segretario Particolare del Re


Riassunto del riassunto del riassunto: Il guerriero degli Elfi Neri Ferianthalas, l'Elfa Nobile Bajyna, il Necromante DarkShield e il Druido selvatico (e ora anche zombie) Mohamet Al sono partiti da Centria per salvare la principessa Cleofelia. Ignari del fatto che la svampita ragazza sia già rientrata sana e salva in patria, i quattro si sono spinti sempre più a est, fino a penetrare negli oscuri domini di Mors Tua, il Signore del Male ufficiale. Giunti a Puerto del Muerto in compagnia della Succube Rowena, i nostri si fanno invischiare negli affari di una setta che venera un mostruoso Dio Polpo. Una volta scoperto che il culto fa orribili esperimenti sugli esseri umani, si fanno coinvolgere in un'operazione di salvataggio e si ritrovano intrappolati in una caverna sottomarina, con un unico tunnel subacqueo come uscita e un branco di ibridi assetati di sangue alle calcagna...


dai Canti del Bardo

Mohamet si precipita verso la gabbia e vi entra, lasciando la porta aperta.
- Svelti, voi nasconde dietro casse, laggiù. Quando loro entra tu chiude porta in fretta - dice, indicando Ferianthalas.
L'elfo nero si guarda intorno, poi si indica il petto - Ehi, perché io? - protesta.
- Perché tu è quello più veloce tra mago svogliato, elfa goffa, diavola in calore e comparse con bassa speranza di vita.
Mentre i diretti interessati intonano un coro di lamentele e di colorite considerazioni sulla presunta professione della madre di Mohamet, Ferianthalas fa spallucce. - Beh, in effetti...
In effetti l'eleganza delle elfe è nota...
- In effetti cosa, brutto elfaccio della malora? - sbotta Bajyna, infuriata. - Io sarei goffa? Io? La regina dell'eleganza e della bellezza?
Rowena sbuffa, occhieggiandola con un sorrisetto irridente. 
- Tesoro, ma per favore...ammetto che tu sia esteticamente passabile, ma... l'eleganza? Pff. Ma ti sei vista?
Bajyna le rivolge un'occhiata omicida. - Ha parlato la stalker sadomasochista...
- Presto, tutti dietro quelle grandi casse laggiù - urla DarkShield - e state in silenzio. Il primo che fiata lo affogo con le mie mani.
... ma le succubi compensano con altro.
Quando tutti sono nascosti, cultista svenuto compreso, Mohamet rimane in attesa, guardandosi intorno. Le sbarre della gabbia sembrano abbastanza massicce da resistere per un po' alla forza ultraterrena di tutti quegli ibridi, ma per quanto può durare? Dal suo punto di vista vede chiaramente Ferianthalas, chino dietro una grossa concrezione rocciosa, vicino alla gabbia.
All'improvviso le grida stridule e i ruggiti aumentano d'intensità e la moltitudine di mostri fa irruzione nella caverna, annusando l'aria e coprendosi gli occhi per ripararsi dalla luce delle torce.
Inizialmente sembrano non notare Mohamet e si sparpagliano, poi il druido solleva un braccio e porta una mano alla bocca.
- GBURHULG GNAAAAM - urla, sperando che il trucco funzioni una seconda volta.
Il gigantesco uomo orca solleva la testa per primo, urla qualcosa e si tuffa verso la gabbia, seguito a ruota da una folla ruggente di entusiasti amanti della carne umana.
Gli ibridi si tuffano su Mohamet, che inizialmente si limita a distribuire sganassoni con una certa generosità, finché non sono tutti all'interno della gabbia. A quel punto grida.
- Adesso!
Ferianthalas scatta dal retro del suo nascondiglio, raggiunge la porta e la chiude con uno scatto, bloccando la serratura e scansandosi appena in tempo per evitare il morso di un uomo-murena. Dentro la gabbia Mohamet scivola sotto la massa di aggressori, che sembrano più occupati a pestarsi a vicenda che ad attaccare lui.
Un cincillà NON zombie. Credo.
Alcuni istanti dopo un piccolo cincillà zombie saltella tra due sbarre e raggiunge gli altri.
- Visto? Mio piano ha funzionato - gongola, riprendendo forma umana sotto gli occhi sbalorditi dei prigionieri.
- Sono scioccato da tanto dispiego di acume - ammette DarkShield, pensieroso - Mi domando se non sia un graduale effetto collaterale della preparazione Z. Magari ti sta facendo diventare più intelligente...
Mohamet si batte una mano sul petto nudo. - Me genio.
Ferianthalas fa una smorfia. - di sicuro non lo sta facendo diventare più modesto - borbotta - ma ammetto che era un buon piano. Ammesso che quella gabbia di stecchini regga finché non ce ne saremo andati da qui - aggiunge, occhieggiando con inquietudine la massa di mostri che si scaglia con forza contro la raffazzonata prigione.
DarkShield si volta verso di loro e i suoi occhi si illuminano. - Per il momento la rinforzerò con un incantesimo, ci aiuterà a guadagnare tempo.
L'elfo nero annuisce, poi si volta verso il druido. - Puoi farti una nuotata in quella polla d'acqua e accertarti che l'uscita sia sicura? Controlla che porti all'esterno.
Mohamet fa spallucce e si dirige verso l'acqua scura, calma e inquietante.
- Forza, signori, radunatevi - chiama Bajyna.
- Mettetevi qui e non muovetevi - la aiuta Lissay - presto saremo fuori, quindi mantenete la calma e tutto andrà per il verso giusto, avete la mia parola.
Di nuovo la terra trema e dal soffitto roccioso della caverna si staccano dei frammenti grossi quanto il cranio di un uomo, che si schiantano sul pavimento, sfiorando le persone e scatenando il panico.
- Signori, per favore - grida Lissay, cercando di impedire che la paura si diffonda.
- Cos'è questo ruggito orribile, per l'Überdevil? - sbotta Rowena, schioccando nervosamente la coda e guardandosi intorno. Ad ogni tremore gli ibridi sembrano agitarsi di più e scivolare verso una brutale e animalesca forma di follia.
- Ce la fai a reggere, necrocoso? - domanda Ferianthalas, osservando con preoccupazione le sbarre della gabbia piegarsi lentamente sotto la spinta di quella folla ruggente.
- Tu pensa a portare fuori di qui quella stupida marmaglia di pisciasotto, ché alla gabbia ci penso io.
In quel momento un pesce zombie riemerge dalla polla d'acqua con un guizzo e si ritrasforma nel druido.
- Tutto bene, noi può passare. - esclama, sollevando il pollice - più avanti passaggio esce da parete di scogliera. Cosa essere tutto questo casino? Voi dato festa in mia assenza?
Bajyna lo guarda, sospettosa. - Quanto è lunga?
- Come?
- La caverna subacquea. Quanto è lunga?
- Io no contato. Poco. - dice Mohamet, facendo spallucce - Ma che differenza fare?
Una rara tribù di elfi marini
- Fa un'enorme differenza, razza di bietolone - protesta lei - Tu e quei pesciacci schifosi non avete bisogno di respirare, ma noialtri sì. - guarda la polla e deglutisce - Io non ho intenzione di morire affogata in uno stretto... buio... orrendo buco sott'acqua. Dico bene, elfo della malora?
Ferianthalas ha un colorito cinereo e questa volta le sanguisughe non c'entrano. Gli elfi hanno una naturale avversione verso l'acqua, come i gatti.
- Beh... siamo sopravvissuti al gorgo magico per arrivare a Puerto del Muerto... possiamo farcela anche qui, giusto? Giusto?
Bajyna risponde con un sorriso sghembo e poco convinto. Di sicuro l'elfo sa come far sentire una donna al sicuro.
- È molto largo? - domanda DarkShield, senza perdere di vista la gabbia.
- Cosa? - Mohamet si gratta il mento, confuso.
- Per Mortiria, faresti perdere la pazienza al Grande Sacerdote di Thorm in persona. La caverna subacquea, pezzo di deficente. Cosa se no?
- Ah - sorride quello, ebete - sì, molto grande, se volere noi passare tutti insieme.
DarkShield sorride. - Ottimo. Entrate tutti nell'acqua e aspettatemi lì, ma non immergetevi.
Lissay, Bajyna, il possente Hadrach e la bella Fadris, sospingono la folla spaventata verso la polla d'acqua, cercando di rassicurarla senza troppa convinzione che tutto andrà bene.
- Anche tu, demonessa scassapalle - ringhia DarkShield a Rowena, che si rifiuta di abbandonarlo.
- Non ti lascio qui a fare qualche azione eroica da gran figo per poi lasciarci le penne - protesta lei, con gli occhi umidi.
- Ti sembro il tipo che farebbe una cosa del genere per aiutare il prossimo? - dice lui, perplesso - Si vede che ancora non mi conosci bene. Quando deciderò di crepare lo farò solo per raggiungere la Vera Morte, e non per salvare una trentina di inutili villici piagnucolosi. Chiaro? E ora vai, io sto arrivando.
Ma lei si aggrappa alla sua vita, scuotendo forte la testa. - No, non vado, amoruccio. Non puoi costringermi.
- Oh, sì che posso. Ringrazia che ho le mani occupate. - ringhia lui, poi inizia a gridare - Mohamet!
Il druido caracolla pesantemente al suo fianco. - Sì, Dark?
- Prendi questa gallina demoniaca e trascinala fino alla polla d'acqua, io vi raggiungo subito, ma dobbiamo essere veloci. Senza i miei poteri queste sbarre reggeranno dieci secondi al massimo.
- Va bene, Dark. - senza sforzo, il muscoloso zombie solleva la succube e se la mette in spalla di traverso.
- Lasciami andare, stupido bestione, lasciami - urla lei, picchiando i pugni contro la schiena del druido. Ad ogni pugno la sua aura si scurisce e i colpi si fanno più violenti, al punto che se Mohamet non fosse già morto probabilmente sputerebbe le vertebre di lì a poco. - Voglio morire con il mio amore!
DarkShield fa una smorfia. - Io non ne ho alcuna intenzione, ma se vuoi morire non c'è problema, dopo ne parliamo. E... Mohamet?
- Sì, Dark?
- Non chiamarmi Dark. Per te sono Inarrivabile Gran Maestro, Supremo Signore della Morte o Magnifico Imperatore dell'Aldilà. Ma non Dark, capito? Mai Dark.
- Nessun problema, Dark. Basta dire.
Il mago sospira. - Per gli Dei, mi sta venendo mal di testa.
Non appena sono tutti in posizione nella polla d'acqua Ferianthalas porta le mani alla bocca, cercando di superare il baccano disperato, gutturale e anche un po' spaventoso che sta facendo Rowena, stretta tra le braccia di Mohamet.
- Tutto a posto, noi siamo tutti nella vasca - grida - che facciamo, ordiniamo un drink al bar?
DarkShield inizia a indietreggiare verso di loro, tenendo il campo di forza attivo sulla gabbia. Un altro ruggito scuote la caverna e gli ibridi iniziano a schiumare, scagliandosi contro le sbarre fino a ferirsi.
Non appena il mago è con l'acqua fino alla vita chiama tutti intorno a sé.
- Non c'è bisogno che mi stringi il braccio in questo modo, elfo idrofobo. - ringhia, occhieggiando disgustato lo spadaccino che gli sta aggrappato come un koala all'ultimo albero di eucalipto sulla terra.
Quello deglutisce. - È.... ehm... è che sembri molto sicuro sul da farsi. E in questo momento la sicurezza è un elemento piuttosto... scarso, nella mia vita. Ammesso che tra qualche istante ce l'abbia ancora, una vita.
Lo sguardo da flirt dell'elfo
Bajyna sogghigna, perfida. - Quello che vuole dire il nostro grande guerriero, qui, è che se la sta facendo sotto. Non è vero?
- Ah, io me la starei facendo sotto? - sbotta Ferianthalas - Ti dispiacerebbe ripetermelo più da vicino? Magari dopo aver mollato l'altro braccio del mago?
DarkShield sospira, provando a liberarsi dalla stretta di entrambi e Bajyna avvampa per la vergogna.
- Insomma, per favore, datevi una controllata. - li supplica Fadris con un sussurro - Siete i salvatori, qui. La gente si aspetta di vedervi forti, sicuri di voi, sorridenti anche nelle difficoltà.
- Senti, bella, saremo anche eroi, ma non siamo imbecilli. E qui non c'è chiaramente niente da ridere.
Ferianthalas tossicchia e si sforza di lasciar andare DarkShield. - Ehm... guarda che io non avevo mica paura, ragazza. Stavo... stavo conferendo un po'della mia forza al mago. Sai, per potenziare la sua... stregonezza.
- Stregoneria - sospira DarkShield, scollandosi l'elfa di dosso con la forza.
- Quello che è. - l'altro fa un gesto con la mano, simulando una sicurezza che non prova.
- Che si fa, ora? - piagnucola Bajyna, in ansia.


Che succederà, ora?

1. DarkShield creerà una semisfera di forza in cui intrappolare l'aria e condurrà i prigionieri lungo il tunnel senza problemi.

2. Come sopra, ma questa volta di problemi ce ne saranno eccome, perché gli ibridi non rimarranno fermi nella gabbia a giocare a burraco.

3. Qualcosa di enorme e mostruoso si risveglierà nelle profondità e scatenerà un casino "che neanch'io so spiegare come" (cit.) 

P.s: chi indovina l'autore della citazione nella numero 3 vincerà un disegno sexy di uno dei nostri personaggi a scelta! 


"Come?! Mohamet ha avuto un'altra idea geniale? PAZZESCO!"

Conan il Barbaro


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