giovedì 25 settembre 2014

IN MISSIONE PER CONTO DELL'OVERGOD 1



Bentrovati, carissimi sodali! Come sempre il contatto con voi provoca in me un contrastante miscuglio di sentimenti e bile gastrica, Qualcosa di cui farei volentieri a meno, ma che a causa dei miei doveri verso la corona e il nostro Sovrano mi trovo costretto a dover subire periodicamente.
Ma oggi ammetto un certo qual gaudio: devo infatti comunicarvi l'inizio di una nuova serie di storie interattive scritte dalla nostra CLARA (che ringraziamo come sempre), che ha ripreso le vicende di alcuni personaggi che avevamo lasciato indietro nell'avventura principale. Costoro continuano a occuparsi delle loro divine faccende nonostante gli sforzi dei nostri cinque eroi per farsi ammazzare da innominabili cultisti di divinità ittiche non-morte. E come dar loro torto?
E' con grandissimo orgoglio che il Bardo Doloroso presenta il primo episodio di "IN MSSIONE PER CONTO DELL'OVERGOD", in cui ritroveremo anche un personaggio che mai e poi mai avreste creduto di rivedere! CHI? Non vi resta che leggere per scoprirlo. Leggere e VOTARE la continuazione che preferite, ovviamente!
E ora andate, pelandroni. Dopo aver espletato le vostre mansioni letterarie vi aspetta la gleba, come al solito. Il Regno ha bisogno di foraggio, che non cresce mica da solo.

Vostro agricolo,

Archibald Lecter, Segretario Particolare del Re 


1: GROSSO GUAIO IN PARADISO

di Clara

Qualcuno nelle alte sfere ce l'aveva con lui, rimuginò Anandiah, ripiegando la pergamena che aveva appena letto. Nel suo caso, in senso letterale, visto che il Paradiso era costituito da un sistema di sfere che si intersecavano in armoniosa perfezione. Almeno questa era la teoria: in pratica c'era sempre un Tecno-Angelo che stava riparando una ruota, o staccando le piume rimaste impigliate tra i meccanismi, come lui stava facendo al momento. Sul serio, dopo tutti quei secoli alcuni angeli non avevano ancora preso le misure per volare da una sfera all'altra. Se Anandiah non fosse stato a sua volta un angelo, e quindi caritatevole per definizione, avrebbe azzardato l'ipotesi che alcuni colleghi avessero sbagliato fila quando l'OverGod aveva distribuito i cervelli.
Avvertì uno scricchiolio di protesta della ruota sotto di sé, e si affrettò a seppellire il pensiero non esattamente angelico. Afferrò un secchio pieno di penne candide e luminose (ed in un paio di casi macchiate di sangue: c'erano angeli che non avevano neanche lontanamente preso le misure giuste nella virata), e si gettò giù verso la sfera successiva.
In un'altra occasione, avrebbe indugiato a lasciarsi trasportare ad ali spiegate dalle correnti ascensionali, prima di tornare alla base. Ma c'era la pergamena che era fluttuata tra le sue mani poco prima... tra l'altro accecandolo per un momento, con seri rischi. Va bene che era una creatura fatta di pura energia e protetta dalla luce divina, ma non ci teneva finire stritolato dalle Ruote del ParadisoTM. Gli Angeli Guaritori non vedevano l'ora di parlare con lui di un certo esame della moralità che continuava a rimandare. Lui aveva spiegato loro che il suo Dovere verso l'OverGod aveva la priorità, ma non sembravano convinti che il Dovere coincidesse sempre con la convocazione per l'esame.
Sperava che la pergamena, e la convocazione che portava, non riguardassero quell'argomento, o una decina di altri argomenti a cui poteva pensare, ma nessuno di essi era così grave da attirare l'attenzione degli Epic Angels. Gli angeli supremi, i testimoni primi ed indiscutibili della volontà dell'OverGod, gli unici a poter stare di fronte alla Sua potenza, non si sarebbero certo scomodati per sciocchezze del genere.
Per qualche motivo, la cosa non lo tranquillizzava affatto.
Anandiah volò rapidamente fino alla Sfera più grande ed atterrò all'inizio di un lungo viale circondato di statue dorate. Il Palazzo dell'OverGod era sempre fervente di attività, un gigantesco alveare candido e scintillante, e l'ultima cosa di cui aveva bisogno era andare a sbattere contro qualche altro angelo troppo solerte per badare ad inezie come la precedenza in volo. Molto meglio camminare un po', anche perché così poteva liberarsi del secchio di piume spacciandolo per una decorazione. Tecnicamente, non era venir meno ai suoi doveri. Gli Epic Angels non avevano tempo per occuparsi di banalità come un sistema di smaltimento dei rifiuti, così nei secoli i Tecno-Angeli si erano fatti creativi.
Dopo qualche minuto, ammesso che i minuti avessero un significato nella Perfetta EternitàTM del loro Paradiso, Anandiah stava bussando alla porta di un ufficio, e tentando di ignorare lo sguardo a metà tra l'incuriosito ed il compassionevole che la segretaria gli stava lanciando.
- Avanti.-
La voce che lo riscosse dai suoi pensieri era così melodiosa che avrebbe spinto al suicidio per invidia uno stormo di usignoli, ed abbastanza autorevole da far provare all'angelo l'impulso di mettersi sull'attenti. Cosa che avrebbe fatto lo stesso, perché con i grandi capi era sempre meglio eccedere in cerimoniosità. Soprattutto quando non si sapeva perché si era stati chiamati.
Tossicchiò:- Anandiah. Tecno-Angelo. Sono stato convocato.-
- Lo so. Lo so. Lo so. Per amor dell'OverGod, Ani, come mai così nervoso? Ne hai combinata un'altra delle tue? O non stai mangiando abbastanza?-
Anandiah deglutì, riconoscendo la sagoma circondata di luce seduta all'altro capo della stanza, dietro una scrivania di marmo bianco. Capelli chiarissimi e ricci, occhi grigi scintillanti come stelle, una tunica bianca che aderiva alle forme del corpo in un modo che, si sussurrava in giro, aveva già spedito almeno una ventina di angeli in Rieducazione. Alcuni umani avevano sostenuto che gli angeli erano asessuati, o tutti maschi. Non avevano mai visto Sinandraiel, Epic Angel di Livello Supremo. Nonché...
- Ciao, mamma.-
Gli angeli erano creati dall'OverGod come emanazioni della sua gloria, ma venivano al mondo come bimbetti ignari della realtà, bisognosi di qualcuno che insegnasse loro a volare senza sfracellarsi e a non mangiare le nuvole. Nel caso di Anandiah, questo ruolo era stato svolto con grande serietà da Sinandraiel. Forse un po' troppa serietà, visto che l'angelo continuava a ricevere messaggi che gli ricordavano di coprirsi bene in volo.
- A cosa devo la convocazione?-
- Abbiamo un problema.-
Non era un buon inizio, rifletté Anandiah. Con prudenza, domandò:- Che genere di problema?-
Sinandraiel sospirò, estraendo una cartella zeppa di pergamene e sbattendola sulla scrivania.
- Furto. Omicidio. Rapimento.-
Da un punto di vista, era un sollievo sapere che lui non era responsabile. Dall'altro, non ci stava capendo niente.
- Tesoruccio, quello che sto per dirti non deve uscire da questo ufficio. Chiaro?-
- Chiarissimo.- confermò lui nervosamente.
- Pochi giorni fa, un paio dei nostri ragazzi sono scesi al piano degli umani. Un lavoro veloce, dovevano inviare un paio di visioni profetiche ed assicurarsi che il destinatario fosse affidabile. Lo sa l'OverGod quanto sia difficile trovare un buon profeta oggi...- mormorò tra sé l'Epic Angel, poi si riscosse:- Insomma, sono scesi, ed abbiamo perso i contatti con loro. Poco dopo, gli Angeli Guardiani hanno denunciato la scomparsa di un oggetto dall'armeria. Le tracce di Grazia nella stanza erano chiaramente quelle dei due angeli scomparsi.-
Anandiah rimase a bocca aperta per un momento, poi balbettò:- Un tradimento?-
Era passato molto tempo dall'ultima volta che c'era stato un tradimento nelle schiere angeliche. Era stato un duro colpo per tutti, quella volta, soprattutto per lui. Non voleva ripensarci.
Sinandraiel scosse la testa:- Ci avevamo pensato. Uramaius è sceso personalmente a cercarli, insieme ad una truppa scelta. Ha seguito le tracce delle loro Grazie fino alla capitale di uno dei regni degli uomini, dove erano stati inviati.- Si fermò per un istante, ed Anandiah decise che non era il momento per sottolineare che le truppe scelte di Uramaius difficilmente avrebbero trovato le loro ali, se non fossero state attaccate al corpo.
Con una sfumatura cupa, lei proseguì:- Abbiamo trovato uno di loro. Quello che ne rimaneva.-
- In che senso?-
- Morto, Ani. Qualcuno o qualcosa lo ha ucciso, e... non è stata una morte pulita. C'erano segni di tortura...- esitò per un istante, poi terminò con un tremito:- E gli avevano tagliato le ali.-
Anandiah deglutì. Tagliato le ali. Un angelo non era nulla senza le sue ali.
- L'altro angelo non è stato ritrovato?-
- No. Per questo ho parlato di rapimento. Pensiamo che il colpevole non l'abbia ancora ucciso.-
- Perché?-
- Perché altrimenti ce lo avrebbe fatto trovare.- replicò seccamente lei:- Non l'ha lasciato lì per caso, sapeva che lo avremmo cercato. Penso che sia stato una specie di messaggio.-
- Qualche idea su... chi sia stato?-
Sinandraiel scosse ancora la testa:- Nessuna, purtroppo. Ha coperto bene le sue tracce, ma è un essere in grado di sopraffare due angeli, ucciderne uno, ed usare la loro Grazia come copertura per entrare in Paradiso. E questa non è la notizia peggiore.-
Anandiah sospettava già quale fosse la notizia peggiore. Con un sospiro, fece la domanda.
- Che cosa è stato rubato?-
- La OverSword.-
- Intendi quella OverSword? La spada divina su cui è inciso il nome segreto dell'OverGod, l'arma che non sarà brandita fino al momento dell'Apocalisse, e che solo allora cancellerà tutto il male dalla Terra?-
- No, quell'altra.- sbuffò Sinandraiel roteando gli occhi:- Ovvio che intendo quella.-
- Come ha fatto il ladro anche solo a toccare la lama infallibile? Quella che nessuno può neppure guardare senza bruciare di fronte alla sua purezza?- domandò Anandiah ad occhi sgranati, ripensando alle storie che conosceva.
La Epic Angel parve improvvisamente molto occupata a sistemare gli appunti di fronte a lei.
- E credevo che fosse protetta da un campo di Forza Divina che nessun semplice angelo poteva superare. Lo hai raccontato a me ed agli altri angioletti quando ancora non volavamo!-
Sinandraiel tossicchiò:- C'è una vaga possibilità che quella volta io abbia leggermente esagerato. A mia difesa, due di voi si erano appena decapitati con le corde delle arpe, ho pensato che tenervi alla larga da una delle armi più potenti della creazione contasse come Bene superiore.-
Anandiah si trattenne dal fare commenti, e si limitò a chiedere:- Ehm... la parte sull'Apocalisse?-
- Cosa? Oh, sì. Quella è autentica al cento per cento. Se il ladro riuscisse a scatenare anche solo una minima parte del suo potere distruttivo, potrebbe provocare terribile devastazione tra gli umani... ed anche tra le nostre schiere. Il che ci porta alla tua missione.-
Per l'angelo, la parola missione era collegata a pessimi ricordi.
- Mamma, la mia missione ora è quella di pulire le Ruote del Paradiso. Ci sono centinaia di angeli più adatti di me a...-
- No, non ci sono. Anandiah, dopo quell'incidente hai chiesto di cambiare mansione e ti è stato concesso, e come Tecno-Angelo stai facendo un buon lavoro. Ma prima, eri uno dei migliori sul campo, e non è un talento che si perda. A differenza di molti altri tuoi compagni, tu sei... flessibile. Sei capace di pensare fuori dagli schemi, senza che la tua fede vacilli. Ed hai un cervello, cosa che non posso dire di tutti qui dentro. Ho bisogno che tu vada di nuovo laggiù.-
Meditando tristemente sugli svantaggi di essere uno dei preferiti di mamma, Anandiah si aggrappò all'ultima speranza:- Mamma, ho rimandato l'esame della moralità. Non mi daranno mai il permesso di scendere...-
Una pergamena planò di fronte a lui.
- Permesso speciale. Oh, avrai un collega... sa l'OverGod se ne avrei fatto a meno, ma Uramaius ed altri Epic Angels stavano facendo storie, così ho dovuto affiancarti qualcuno di comprovata fedeltà. Anche se è appena uscito dalla Rieducazione.-
L'altro rifletté per un momento:- Le due cose non si escludono a vicenda?-
- Muriel ti spiegherà di persona le circostanze.-
Di norma, gli angeli non si strozzano con la saliva, è decisamente poco angelico, ma Anandiah iniziò a tossire a tal punto che la sua madre adottiva si precipitò a battergli sulla schiena.
- Muriel è un...- si fermò, ricordando che mamma o no, Sinandraiel era pur sempre una Epic Angel.
- Muriel ha una certa rigidità di vedute, ed uno zelo a volte eccessivo.- convenne lei, che aveva da tempo portato l'eufemismo al livello di pura arte. 
- E' l'angelo meno indicato per questo compito.-
- Allora avrai l'occasione di insegnargli qualcosa.-
Anandiah ricapitolò la missione, mentre una campana suonava a morto nel suo inconscio. Trovare un assassino, che aveva presumibilmente nelle sue mani un angelo e sicuramente un'arma di distruzione di massa, e che si stava nascondendo tra gli umani. Recuperare entrambi. E tenere a bada un fanatico che quando l'OverGod aveva distribuito i cervelli era così impegnato in palestra da non essersi neanche accorto che ci fosse una fila.
- Anandiah, cosa sono questi pensieri?-
- Scusa.- borbottò l'angelo massaggiandosi la testa, dove era appena atterrato un colpo pieno di materna disapprovazione.
Non poteva rifiutare, ovvio. Il Dovere era il Dovere, e lui era un servitore della volontà divina. Inoltre, c'era un suo compagno nei guai. Decise che avrebbe semplicemente rispedito Muriel a casa con qualche scusa appena la storia si fosse fatta più delicata.
- Da dove devo cominciare?-

Allora, da dove devono cominciare il nostro angelo (suo malgrado) investigatore e la palla al piede il suo nuovo e poco gradito assistente? A voi la scelta!

1. Non c'è omicidio senza cadavere. Per prima cosa, Anandiah va ad esaminare il corpo del compagno caduto, nella speranza di trovare qualche traccia dell'assassino. O almeno che la vista di un cadavere provochi a Muriel un tale scompenso psicologico da rimandarlo in Rieducazione fino alla fine dell'indagine.

2. Grazia rubata o no, entrare nell'Armeria del Paradiso deve essere stato complicato. Il colpevole potrebbe essersi lasciato sfuggire qualcosa, quindi la prima cosa da fare è esaminare il luogo dove era conservata la Oversword, prima che qualche angelo troppo zelante decida di fare le pulizie.


3. La priorità è il luogo dove il cadavere dell'angelo è stato ritrovato. In fondo, non si può pretendere che gli umani si accorgano di essere sulla scena di un crimine soprannaturale, probabilmente stanno già inquinando le prove. Sono davvero bravi ad inquinare, quelli... anche se pure in Paradiso si potrebbe fare qualcosa per quel sistema di smaltimento rifiuti, eh. Tanto per dire.


L' Epic Angel Sinandraiel conferisce un significato tutto nuovo al concetto di "angelo asessuato". Ma non ditele che ve l'ho detto.


E ricordatevi di visitare il seguitissimo blog di Clara a questo indirizzo!

15 commenti:

  1. Io voto 3: partire dalla scena del delitto.

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    1. Grazie del tuo voto e benvenuto sul Bardo, Riccardo! ^^

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  2. Mi associo la numero 3 vai con la CSI angelica. Racconto geniale comunque ;)

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    1. Altro che suonare l'arpa e cantare le lodi al signore! Fare l'angelo è un lavoro duro! XD

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    2. Lavoro veramente massacrante, anche se come sai io e il mio avatar/tuo personaggio stiamo dalla parte opposta .... non per i negromanti è fatto il regno dell'overgod. :)

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    3. Ahahaha! Vero! E per quanto riguarda DarkShield in particolare non nutre alcun interesse nemmeno per il regno dell'Uberdevil! XD Che vuoi farci, è un tipo indipendente! ;)

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  3. Fantastico! Ondeggi egregiamente tra umorismo alla Terry Pratchett e atmosfera catastrofista di natura angelica con gustosi rimandi alla dimensione "concreta" degli angeli (come le penne maciullate neanche fossero dei piccioni). Divertenti anche i nomi epic degli angeli registrati come marchi. Voto 3, indaghiamo sulla scena!

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    1. Ehilà Nickleby! Fantastico trovarti anche qui sul Bardo! ^^ Benvenuto!

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  4. Brava Clara, come sempre:) Simpatica la caratterizzazione degli angeli, soprattutto la disillusione di Anandiah sui reali poteri della OverSword...
    Avrei votato la 2, ma va bene anche la scelta della maggioranza:)
    H.G.

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    1. Io non vedo l'ora di vedere il duetto Anadiah - Muriel all'opera! XD Mettere un bestione intransigente come lui a seguire un'indagine così delicata porterà sicuramente a risvolti esilaranti! XD

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  5. Grazie a tutti, mi fa piacere che il primo capitolo sia andato così bene :)

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    1. Sta andando benissimo! E personalmente non vedo l'ora di sapere come continua! ;)

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Leali sudditi!
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Con velenosa franchezza,

Archibald Lecter, segretario particolare del Re