giovedì 12 dicembre 2013

Piovrology



Di nuovo qui con l'insulso seguito della saga fantasy preferita da migliaia di orsetti lavatori, panda minori e sudditi minorati. Ci eravamo lasciati con i nostri eroi sguinzagliati per Puerto del Muerto, alla ricerca di un posto per mangiare, dormire e che magari potesse garantire loro anche un passaggio pseudo-sicuro verso l'altra sponda del Mare senza Fondo, dove sorge la titanica città di Necropolis, capitale del Male e residenza di Mors Tua in persona.
Avete optato per consegnare i nostri (ormai) 5 mentecatti alle cure dei cultisti del Grande Gburhulg e ai loro polpi. Bravi, ottima scelta.
Sono sarcastico, ovviamente. Anche se, ahimé, di certo i protagonisti di queste tediose cronache troveranno quasi certamente il modo di salvarsi da qualunque mostruosità si celi nelle profondità marine (forse).
Ammirerò l'inutile spreco del vostro prezioso tempo da una distanza di sicurezza, mentre faccio qualcosa di più utile, come imparare il dialetto antico degli Elfi del Deserto.

Vostro poliglotta,

Archibald Lecter, Segretario Particolare del Re


dai Canti del Bardo


Dopo essersi scaldati ad un fuoco pubblico e aver asciugato i vestiti fradici nel quartiere dei carpentieri, i nostri eroi cominciano ad avvertire i morsi della fame e si fanno inquieti.
- Come vorrei che non avessi usato la nostra ultima moneta per pagare quei tagliagole da quattro soldi, oca giuliva - brontola l'Elfo Nero, cercando di ripulirsi i capelli dai frammenti d'alga marina.
- Innanzitutto è la mia ultima moneta - puntualizza Bajyna, avvolta in un asciugamano rimediato a
scrocco da un gruppo di operai al lavoro sullo scheletro di un galeone, lì vicino - e poi chi ha detto che era l'ultima? - sorride ed estrae dalla fessura tra i seni una nuova moneta identica a quella precedente.
- Oh, ecco perchè tuo petto così abbondante. Tu tiene lì tesoro nascosto - sorride Mohamet, sorpreso - Oppure anche tu fa trucchi di magia come DarkShield?
- Io non faccio trucchi, zombie sine cerebro - sbotta il necromante - non sono mica il mago Dilban, o quel buffone di Davy Campodirame. La mia è magia vera.
- Come diavolo hai fatto? - esclama Ferianthalas, balzato in piedi per la sorpresa.
- Lei non ha fatto niente - sospira Rowena - è tutto merito di quella moneta, dico bene amore mio?
DarkShield tossicchia a disagio. - È vero. Ma ti pregherei cortesemente di non utilizzare appellativi fantasiosi come quello. È strano e... fastidioso.
- Non vuoi che ti chiami amore, amore? - fa Rowena, mettendo il broncio.
- Cos'è questa storia della moneta? - domanda Ferianthalas, sospettoso.
Bajyna si irrigidisce e ridacchia, a disagio. - Ma niente, niente - con un rapido gesto fa sparire nuovamente la moneta tra i seni.
- Ora che ci penso, quella è la moneta con cui mi hai battuto a testa o croce. - osservò l'elfo, freddo - non mi avrai mica nascosto che possiede poteri magici, vero?
- Non dire sciocchezze - fa un gesto, come a voler allontanare un'assurdità - lo sai bene che qui gli imbroglioni siete voi, non io. Io sono un'Elfa Nobile, ricordi? Malizia e furbizia sono caratteristiche che non mi contraddistinguono.
- Nemmeno l'intelligenza, se è per questo... - bofonchia l'elfo.
- Cosa?
- Smettetela di litigare come due adolescenti innamorati, voi due - sbotta DarkShield - dobbiamo decidere cosa fare. Non so voi, ma sono ore che non chiudiamo occhio. Forse i protagonisti degli sferogames possono passare mesi senza dormire, ma io sono stanco.
- Tu non ha tutti torti. Me stanco uguale. - sbadiglia Mohamet, disarticolandosi la mandibola come i pitoni.
- Non dire cretinate. Tu sei morto, non puoi essere stanco - sbuffa DarkShield, dopo un sonoro starnuto.
- Tu mai stato morto?
- No, e credo di essere l'unico, qui, a parte l'elfa.
- Allora tu non può dire se io stanco o no. Me vota per simpatici uomini polpo, loro ha tempio, sicuramente buon cibo e buon riscaldamento.
- Non ti serve nulla di tutto questo, stupido zombie - insiste DarkShield - Ad ogni modo non sarebbe male dormire in un letto vero, di tanto in tanto. Ho già passato la notte su una nave, prima d'ora, ed è scomodo da morire.
- Dunque dovremo rifiutare la proposta di Tiny Morgan e del Capitano Fintus. Peccato. - dice Rowena, sospirando - L'idea dell'oro mi piaceva. E poi, a pensarci bene, non mi vanno troppo a genio quei cultisti.
- Come mai, poverini? Solo perché sono dei pazzi fanatici con l'aria omicida e delle piovre in testa non mi sembra il caso di discriminarli - osserva Ferianthalas, accorato.
- Dici sul serio? - si acciglia Bajyna, arricciando il naso.
- Certo che no, stupida. Ero chiaramente sarcastico. Non vanno a genio neanche a me, perciò utilizzeremo quella tua strana moneta per pagarci una locanda e del buon cibo. Almeno servirai a qualcosa.
- Ma vai a farti fo...

Mentre il Bardo cala un velo pietoso sulla consueta, interminabile sequela di insulti e battibecchi, i nostri si rivestono e iniziano a cercare una locanda che faccia al caso loro, decisi a non farsi coinvolgere da nessuno. All'improvviso rivedono in fondo ad una strada affollata l'addetto portuale con una decina di sgherri.
- Cercate quei bastardi, devono essere qua intorno - ruggisce lo storpio, agitando un foglietto di carta tutto stropicciato. Sembra davvero furioso.
Nascosti dietro ad una capanna di legno e reti, DarkShield e Ferianthalas si scambiano uno sguardo.
- Perché ci siamo nascosti? - domanda l'elfo - Magari non cercano noi.
- Sì, certo - borbotta il mago - quante volte è successo, finora?
Istintivamente lo sguardo di tutti si posa su Bajyna, finché l'elfa non rabbrividisce, a disagio.
- Uffa, che volete da me? - sbotta, nervosa.
- Che hai combinato, oca giuliva? - chiede Ferianthalas - Non cercare di negare, ci scommetto le orecchie che hai fatto qualcosa.
DarkShield si gratta il mento. - Non conosco il funzionamento preciso della Truffa di Malinorc. La moneta torna sempre al suo possessore, giusto?
- La Truffa di... - Ferianthalas inizia a gridare e Rowena gli tappa la bocca con una mano - la Truffa di Malinorc? - sibila, non appena lei lo lascia andare - È così che mi hai fregato, razza di infida, intrigante... mi manca una parola adatta per definire quanto sei inqualificabile. Sembri stupida, ma sei una iena senza scrupoli...
- Ehi, è il primo complimento che mi fai - osserva lei - e comunque vorrei ricordarti che sei tu quello che ha cercato di fregarmi per primo. - fa uno sguardo colpevole - anche se in effetti... ecco... Malinorc era uno sbruffone e gli piaceva che le vittime delle sue truffe sapessero che era lui il colpevole, a cose fatte. La moneta torna sempre da me, è vero, ma lascia al suo posto un bigliettino con una scritta derisoria e la mia firma.
Gli altri rimangono interdetti. - È l'artefatto più stupido di cui abbia mai sentito parlare, se si esclude il Tanga del Caprone Primaverile - osserva DarkShield, massaggiandosi la radice del naso.
- Controlliamo da quella parte, non possono essere andati lontano - grida qualcuno tra la folla, pericolosamente vicino al loro nascondiglio.
- Noi fregati - dice Mohamet - se mette piede in locanda quelli ci uccide.
- Tu sei già morto. - sbuffa il mago - Quante volte te lo devo ripetere?
- Non importare. Concetto fa impressione uguale.
- Sarebbe meglio abbandonare la città, ma in questo momento il porto brulicherà di pirati che ci cercano. Muoverci allo scoperto sarebbe un suicidio - osserva Rowena.
I cinque rimangono in silenzio per un lungo istante, poi Ferianthalas sospira. - Con questo silenzio significativo state forse cercando di dirmi che l'unico luogo dove possiamo rifugiarci è il tempio di quei cultisti? A questo punto perché non tagliarci vicendevolmente la gola e risparmiare loro del tempo prezioso?
- Magari sono solo dei sociopatici lievemente disturbati, ma innocui - azzarda Bajyna.
- Mpf. "Sociopatici lievemente disturbati" e "innocui" sono due parole che non stanno nello stesso dizionario - sospira Ferianthalas - ma ammetto che non ci rimanga molta scelta. Procediamo al riparo di questa fila di case. Se non ho capito male il Tempio si trova da quella parte.

Dopo un'angosciante e lentissima ora trascorsa ad avanzare di metro in metro, rimanendo nascosti interi minuti, il gruppo abbandona la caverna principale e si inoltra nelle gallerie che formano il dedalo principale della gigantesca scogliera, luoghi molto meno popolati e decisamente più bui. Laggiù pare che i pirati non siano ancora scesi a cercarli.
- E non posso certo biasimarli - commenta Bajyna - quaggiù l'umidità si taglia con il coltello. Mi s'increspano tutti i capelli, per la Dea...
- È incredibile come tu sappia cogliere sempre il nocciolo del problema - commenta Ferianthalas tra i denti.
I due non hanno ancora chiarito la questione del bacio, e la tensione tra loro è alle stelle. Ferianthalas si vergogna troppo e Bajyna è troppo orgogliosa per riprendere l'argomento, perciò a meno che non capiti qualcosa sarà difficile che si chiariscano. Ma se i due elfi sono sentimentalmente in difficolta il buon DarkShield di certo non se la passa meglio. Dopo essersi scrollato di dosso Rowena per l'ennesima volta, un gruppo di pipistrelli sfreccia sopra le loro teste, stridendo.
- Proteggimi, amore - grida lei, stringendosi al suo braccio come una delle piovre di Gburhulg.
- Sei una diavolessa. - le fa notare il necromante, senza scomporsi - E quelli sono topi con le ali. Tra voi quella pericolosa sei tu.
Lei sorride e gli carezza un orecchio con il dito indice. - E ti piacciono le donne pericolose, amore?
- Non mi piacciono le donne, innanzitutto.
- Posso trasformarmi in una capra, se vuoi. Non lo faccio spesso perché poi mi rimane addosso l'odore di selvatico, ma se preferisci...
- Non... - la interrompe il mago, mettendole un dito pallido e ossuto di traverso sulle labbra - non intedevo in quel senso.
- Ah, allora ti piaccio, dopotutto - mugola lei, cercando di mordergli il dito.
DarkShield solleva gli occhi al cielo. - Non inventarti le cose. - ringhia - Solo perché non amo accoppiarmi con le capre, non vuol dire che mi piaccia tu.
- Diavolo, sei così dannatamente sexy quando mi tratti a pesci in faccia. Fallo di nuovo, dimmi quanto mi odi, quanto sono inutile...
Il mago sospira, depresso.
- Per quanto la conversazione in corso sia quella più interessante da un po' di tempo a questa parte, devo interrompervi, purtroppo - dice Ferianthalas, indicando una galleria in penombra - laggiù c'è il Tempio di Gmurbulg.
- Gburhulg. - puntualizza Bajyna, piccata.
- Grulu... Ghiur... Cthul... del Polipone, insomma.
- Come fai a dirlo? - chiede DarkShield - Non si vede quasi niente.
- Dimentichi che sono un Elfo Nero - sogghigna Ferianthalas - essere soggetti al razzismo di quasi tutti i popoli del mondo è un piccolo prezzo da pagare, confrontato all'utilità della Vista Notturna.
- ... Era sarcasmo, giusto?
- Naturalmente. Laggiù c'è una grossa statua che raffigura un uomo con le ali e la testa di polipo. Dietro di essa c'è un enorme portone decorato... indovinate un po'?... da polpi.
- E in aria c'è anche odore di insalata di mare scaduta... - aggiunge Mohamet, annusando i dintorni.


I cinque muovono qualche passo nel corridoio scavato nella pietra grezza, costeggiando i muri nella pesante penombra. In quella zona della città l'umidità è più fredda e soffocante, ma la speranza di poter finalmente dormire in un letto caldo li spinge a ignorare la sensazione di disagio. Non appena giungono nei pressi della statua, le torce appese ale pareti di roccia si accendono da sole.
- Sensori magici di movimento - fischia DarkShield - non badano a spese da questa parti...
- I culti sono sempre pieni dei soldi di quei fessi degli affiliati... - commenta l'elfo.
La statua sembra antica di secoli ed è pesantemente logorata dall'azione dell'acqua. A parte Mohamet, che dopo averla fissata sbadiglia sonoramente in faccia al dio degli abissi, gli altri non riescono a sopportare a lungo la schiacciante presenza di quello sguardo senza tempo. Sembra quasi che la statua sia viva e che li osservi con sprezzante indifferenza.
- Siamo ancora in tempo per ripensarci... - fa notare Ferianthalas.
Appena finisce di pronunciare quella frase i battenti decorati del portone di bronzo si spalancano lentamente senza emettere un suono.
DarkShield aggrotta le sopracciglia. - A quanto pare no.
Dalla voragine scura che si apre dinnanzi a loro sopraggiunge una folata di vento gelido e aromatizzato al merluzzo, seguito poi da un'oscuro cantilenare e da urla distanti.
- Ecco - sospira l'elfo, rassegnato - abbiamo fatto una cazzata, tanto per cambiare.
- Per una volta sono d'accordo con te... - mormora Bajyna, mettendo mano alla spada - Sta arrivando qualcosa.
Una luce tremula, come quella di una fiammella, appare al centro della rivoltante oscurità, accompagnata dall'eco lento e cadenzato dell'incedere di una persona. Le urla in lontananza sembrano farsi più vicine, più nitide e il sudore comincia a colare lungo la spina dorsale di coloro che possiedono ancora un sistema ghiandolare funzionante. Mohamet invece si limita a sbadigliare di nuovo.
- Stiamo vicini - sussurra DarkShield, serrando le labbra.
- Nessun problema - sussurra Rowena, stringendosi al suo braccio fino a farlo scricchiolare.
- Non dicevo a te.
I passi si fermano nell'oscurità e le urla si fanno strazianti. All'improvviso si ode un rumore secco, come un acciarino e una pietra focaia che si colpiscono ripetutamente. Nell'aria oltre il portone volano scintille e all'improvviso una torcia viene accesa, rivelando una normale anticamera arredata sobriamente e un cultista dalla faccia serena. Non appena li vede questi ridacchia e li raggiunge, grattandosi la nuca polipata.
- Scusate tanto - si giustifica - abbiamo speso una marea di oro per questo sistema magico di auto-illuminazione e si guasta di continuo. La torcia sulla porta, poi, è impossibile... ma perdonate la scortesia. Io sono Duballe, un novizio. Vi do il benvenuto nel Tempio dell'Abisso, dimora del Culto di Gburhulg, il Grande Vecchio.
- Err... molto piacere. - dice Bajyna, umettandosi le labbra riarse dalla paura.
- Mi avevano detto che sareste arrivati. Volete seguirmi? Vi porterò dal Fratello Anziano.
Il cultista si volta e rientra nell'anticamera, ma i cinque non si muovono di un passo.
- Qualche problema?
- Eh? No, no, nessun problema - si affretta a dire DarkShield - Ci chiedevamo solo cosa fossero queste urla strazianti.
Duballe si fa improvvisamente serio e un luccichio folle brilla nei suoi occhi. - Sono le urla di coloro che torturiamo nei sotterranei e su cui compiamo orribili esperimenti di ibridazione.
I nostri eroi spalancano gli occhi e dopo un attimo il novizio scoppia a ridere.
- Per il Grande Gburhulg, dovreste vedere le vostre facce adesso - cerca di calmare l'ilarità, mentre i nostri tentano di impedire a Ferianthalas di estrarre la spada e sbudellarlo seduta stante.
- Perdonatemi, non ho resistito - tossicchia il cultista, soffocando le ultime risa - Ovviamente non torturiamo i prigionieri, qui. Le urla provengono da questo - si avvicina ad un mobiletto tarlato e solleva una bella conchiglia rosa.
- Oh. - sussulta DarkShield sentendosi uno stupido - Ma certo, una Conchiglia Imitatrice.
- Esatto. Ne teniamo qui una con urla strazianti perché aiuta con l'atmosfera. O almeno così dice la sezione marketing... Vogliamo andare, ora?

I nostri eroi si scambiano un'occhiata.

1. Ehm... verremmo volentieri, fratello Duballe, ma ci siamo appena ricordati che abbiamo lasciato il gas del drago acceso e... facciamo così, voi andate avanti, noi vi raggiungiamo subito... (opzione fuga strategica).

2. Fate pure strada, fratello Duballe, ma che ne dite di mostrarci i nostri alloggi, prima? Siamo sporchi e stanchi, vorremmo darci una sistemata e renderci presentabili per l'incontro con il vostro leader. (opzione riorganizzazione tattica)

3. Nessun problema, fratello Duballe, portateci dal capo della vostra setta di scoppiati e vediamo di fare un accordo come si deve. Dopo potremo riposare. (opzione take it easy)


"Il Capitano Jeronimus Krakon, divenne il primo Sacerdote del Culto di Gburhulg a Puerto del Muerto, quasi cento anni fa. Come potete vedere aveva un approccio più integralista riguardo lo spazio da riservare al proprio polpo. Lo sguardo malevolo ovviamente è dovuto ad un difetto della magigrafia, e non rispecchia certo l'indole pacifica ed estremamente buona del Capitano..."

Novizio Duballe a un gruppo di nuovi arrivati


La puntata precedente la trovate QUI o nell'Indice

10 commenti:

  1. opto per la riorganizzazione tattica.
    capitolo interlocutorio ma assolutamente non banale e comunque divertente.
    ora mi aspetto un vertiginoso climax che porti confronto finale con i polipetti °w°

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie, contentissimo che ti sia piaciuto. Vedremo come si evolveranno le cose in base anche alle vostre scelte! ;)

      Elimina
  2. Anche io son per la riorganizzazione tattica, anche se spero in un'adesione generale al Culto...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ahahaha! Vi ci vedo proprio con un polpo attaccato alla testa! XD

      Elimina
  3. "Una luce tremula,
    come quella di una fiammella,
    appare al centro della rivoltante oscurità,
    accompagnata dall'eco
    lento e cadenzato
    dell'incedere di una persona."
    Complimenti per questo passaggio, ha una sua metrica ...

    E voto anche io per la 2, più tempo all'interno del tempio per carpirne gli arcani misteri, prima di decidere sul da farsi.
    H.G.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Wow, grazie mille, non ci avevo nemmeno fatto caso! ;)

      Elimina
  4. Anche io sono per la 2. Siamo andati a testa bassa per troppe volte. meglio andarci con i polpi di piombo XD

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Mwahahah! Ottima scelta! E' bello vedere che imparate dagli errori passati! XD

      Elimina
  5. Mi aggrego alla massa e voto anche io per la riorganizzazione tattica.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Stavolta è stato un plebiscito. E che riorganizzazione tattica sia! ^^

      Elimina

Leali sudditi!
I commenti alla bacheca Reale sono assolutamente liberi, ma il Re ha ordinato espressamente che, qualora il o gli imbecilli di turno dovessero affiggere commenti inutili o lesivi dell'onore della corona, essi verranno immantinente rimossi insieme alla a testa del o degli autori, che in ogni caso non sentiranno molto la mancanza di un organo che non hanno mai utilizzato.

Con velenosa franchezza,

Archibald Lecter, segretario particolare del Re