giovedì 6 giugno 2013

Leggere Attentamente il Foglietto Illustrativo: NON somministrare ai druidi sotto i dodici anni (anche se non li dimostrano)...

Ancova una volta siamo qui pev seguive le futili avventuve dei nostvi sempve più scalcinati evoi. Avete optato quasi tutti pev la pvepavazione H, e non posso che felicitavmi del fatto che nessuno di voi sia un medico. Che accadvà al povevo Fevianthalas? Il destino ha voluto anche esaudive il desidevio di qualcuno (MAGSE) e questo è ciò che è accaduto! Enjoy while you're still alive (and even after you're dead)!

dai Canti del Bardo

Bajyna stappa una delle ampolle, quella con il tappo più largo, e fissa la cremina bianca con un certo disgusto.
- Oh, diamine. H in elfico sta per "healing", perciò dev'essere questa per forza. Solo che... è strano, è così densa... non credo che sia da bere.
- Forse è specie di unguento... - commenta distrattamente Mohamet, stappando la pozione verde e odorandone il contenuto.
Bajyna riflette un istante, poi rompe ogni indugio, infila due dita nella Preparazione H e inizia a spalmarla sulle ferite di Ferianthalas come meglio può.
Fuori i soldati stanno letteralmente cercando di demolire le pareti della locanda per aprirsi un varco.
- Quanto credi che ci voglia perché faccia effetto? - chiede lei, angosciata.
- Me non sa - rutta Mohamet, storcendo il naso - Ma questa pozione sapere di morto...
Allarmata dalla zaffata di formaldeide, Bajyna si volta verso di lui e posa lo sguardo sulla fialetta vuota della Preparazione Z.
- Ma sei impazzito? Che bisogno avevi di berla? - esclama l'elfa, scioccata.
- Me piaceva colore. E poi retrogusto non male. Solo un po' di dolore a stomaco...
Ferianthalas geme, si agita, poi crolla nuovamente sul pavimento.
- Non funziona, maledizione. Non si riprende. E ora che faccio?
Rowena si avvicina a loro e scruta l'elfo a terra con espressione distaccata. Le sue pupille sono illuminate da una strana luce iridescente.
- È in agonia, sciocca, hai sbagliato pozione evidentemente. - dice - A questo punto non rimane che un'ampolla, no? Tenta il tutto per tutto e fagli bere anche quella.
- Chi ha chiesto il tuo aiuto, stupida predatrice di uomini? - sbotta Bajyna - E poi la mamma non ti ha insegnato che non si dovrebbero trangugiare i medicinali a caso?
Lei fa spallucce. - Questa predica dovresti farla al tuo amico, qui. - sospira - Ad ogni modo come preferisci, ma all'elfo rimangono solo 33 secondi di vita, perciò non venire a piangere da me dopo che sarà morto per la tua mancanza di determinazione.
- Come ti permetti, brutta...
- 28... 27... 26... -
- Uff, va bene, va bene. - sbotta lei, stappando la Preparazione C - Tanto peggio di così non può andare, no?
Bajyna solleva la testa di Ferianthalas e accosta la boccetta alle sue labbra. Il liquido ambrato fluisce nella bocca e poi giù, in gola.
Dopo un'attesa che pare interminabile, l'elfo nero pare rilassarsi, ma non si sveglia.
- Ma tu guarda, è andato in coma... - osserva Rowena, con un interesse quasi scientifico.
Bajyna si volta a fissarla con occhi colmi d'ira. - In coma? Ma come... come fai a saperlo?
La succube si acciglia un istante. - Già... come faccio a saperlo? - poi sorride - Ci sono! Occhi della Morte. Dev'essere il mio nuovo potere da sposina.
- D... da sposina? - rabbrividisce Bajyna - Temo che mi pentirò di avertelo chiesto, ma... di che diavolo stai parlando?
Lei fa spallucce. - Quando noi succubi ci leghiamo a qualcuno prendiamo da lui o da lei una specie di dote. È sempre diversa a seconda della persona. Io ho ricevuto gli Occhi della Morte. Posso vedere la fine delle creature viventi - guarda Mohamet e aggrotta le sopracciglia - Tranne la sua. Non riesco a capire quanto gli resta da vivere...
Il druido punta un dito verso il proprio petto e deglutisce. - Io non capisce.
- Non mi sorprende. - taglia corto lei.
- Ti sei innamorata di DarkShield? - esclama Bajyna, scioccata.
L'espressione della succube si fa adorante. - Non è fenomenale? È così virile, cupo, sicuro di sé. E quando mi tratta freddamente mi fa sentire un brivido di piacere lungo la schiena, così forte che...
- Sì, sì, ho capito. Taglia, che siamo in fascia protetta. - sbotta l'elfa - Senti, sono felice che tu ti sia innamorata, ma dobbiamo fare qualcosa o tra poco verremo trucidati tutti. Hai un'idea per fuggire da qui?
- Con quella palla al piede? - Rowena indica l'elfo nero riverso tra le braccia di Bajyna.
- Certo! - ringhia lei - Non vorrai lasciarlo qui, non è mica morto. E non fare quella faccia, ti ricordo che fino a mezz'ora fa sbavavi dalla voglia di portartelo a letto.
Lei distoglie lo sguardo, imbronciata, e incrocia le braccia sul petto. - Umpf. Il letto è per innamorati. Avevo in mente una semplice sveltina in lavanderia. Ad ogni modo va bene, in memoria dei vecchi tempi e per la salvezza del mio amato DarkShield vi mostrerò una via d'uscita. Seguitemi.
- I... in memoria dei vecchi tempi? Ma di che diavolo... - mormora Bajyna, guardando la succube ancheggiare verso la cantina. Poi scocca un'occhiata in tralice a Mohamet Al e solleva un sopracciglio.
- Sei sicuro di star bene? Hai un colorito... malsano.
Lui attende un istante prima di rispondere. - Io... io sente veramente bene. Mai stato meglio, in verità.
- Davvero? Perché a occhio non sembra tanto. Oh, beh, aiutami a trasportare Ferianthalas allora. Sembra secco, ma pesa come un macigno.
Mohamet si alza in piedi, afferra l'elfo per la sottile armatura di cuoio nero e lo solleva come fosse un fuscello, mettendoselo in spalla. - Corpo tutto unto, ma non difficile da portare.
Bajyna sgrana gli occhi, scioccata. - Caspita, che forza! Non ti facevo così... ehm, scusa se insisto, ma il fatto che le tue pupille siano diventate gialle all'improvviso è una qualche strana diavoleria druidica, vero?
Lui fa spallucce. - Me non sa, ma ora non potere stare qui a discutere. Noi seguire donna alata e poi tornare a prendere mago.
Bajyna sospira e annuisce. Contro la famosa saggezza druidica c'è ben poco da fare.
Rowena li conduce nella cantina. Ora, già normalmente la cantine e le soffitte sono posti orribili dove si annidano ragni talmente grandi da avere degli HP e altre bestie di non meglio precisata natura. In questi luoghi dove la gente scarica il superfluo perché "non si sa mai, può sempre servire", ma che a tutti gli effetti servono a rendere la separazione psicologica dagli oggetti graduale e meno traumatica, l'umidità e l'abbandono regnano sovrani. Figurarsi come dev'essere una cantina dell'Imperium. Ecco, immaginatela in silenzio. Come direbbe Bajyna, siamo in fascia protetta.
I tre raggiungono un grosso armadio pieno di tarli, che emerge dall'oscurità come la bocca di un mostro addormentato. I mattoni cadenti dietro di esso trasudano salnitro e ogni buco è stato accuratamente riempito di fitte ragnatele bianche.
Senza batter ciglio, Rowena infila una mano in uno di quei buchi e armeggia con qualcosa. Il rumore di un congegno meccanico che scatta riecheggia nel silenzio.
- Apri l'armadio.
Bajyna tentenna un istante, poi afferra le maniglie e apre le ante su un lungo tunnel illuminato da strani funghi iridescenti.
- Questo ci porterà fuori dal paese, dietro le colline. Il problema sta nel portare qui il mio amore senza far collassare il campo di forza - dice la succube - Qualche idea?
- Io ha idea. - dice Mohamet, alzando un dito.
- Perché la cosa non mi stupisce? - sospira Bajyna, depressa.
- Tu fida di me, io so quello che faccio.
- Sì, certo, come quando hai ingoiato quell'intruglio senza pensarci due volte, eh?
Mohamet fa spallucce, pallido come un cencio. - Quello non contare. Solo curiosità. E poi successo nulla, no? Io in forma.
- Se lo dici tu...
- Voi lasciate fare me.
Le due si scambiano un'occhiata e scrollano le spalle, rassegnate. - D'accordo, che dobbiamo fare? - domanda Rowena.
- Niente, fare tutto io. Voi aspettare in tunnel e pronte a sigillare passaggio.
Dopo pochi minuti Mohamet risale le scale con passo felpato, su, fino alla Sala Comune. Il legno della porta è andato in pezzi e l'orda ululante degli Oscuri preme contro il campo di forza, pronto a irrompere nella taverna. Non appena si fa più vicino nota piccole crepe rosse nel muro d'energia invisibile. Il mago non durerà ancora per molto.
Guardandosi intorno Mohamet vede un grosso scaffale di legno massiccio. Normalmente dovrebbe trasformarsi in qualcosa per spostarlo, ma stavolta è diverso. Si sente forte, sente che ce la può fare senza usare poteri. Lo afferra con entrambe le mani, stringe e lo solleva come fosse di cartapesta, poi lo deposita contro la porta, lasciandolo cadere con un tonfo spaventoso. Poi senza voltarsi indietro afferra DarkShield, lo carica in spalla e corre via verso la cantina.
Dietro di sé ode levarsi in grido, imprecazioni, rumore di legno sfondato a colpi d'ascia. Non si ferma. Nella giungla chi si ferma è perduto.
Scende le scale a grandi balzi, mentre dietro di lui gli Oscuri invadono la stanza, furenti, come massaie ad una svendita di prodotti per la casa. Uno di loro corre veloce e gli è quasi addosso. Mohamet fa perno sulla gamba, ruota e gli assesta un pugno in pieno volto. Si ode un sinistro "crack" e il malcapitato viene scagliato indietro lungo le scale, addosso ai propri compagni che sopraggiungono.
Mohamet si lancia nuovamente verso l'armadio in fondo alla cantina, dove Bajyna e Rowena lo stanno aspettando, insieme al povero Ferianthalas.
- Ma... che diavolo succede? Aaaah... - grida DarkShield, che da quella posizione ha una visuale da prima fila sull'orda che li insegue.
- Dai, presto! - urla Bajyna.
- Corri, Forrest! - grida Rowena, concitata.
L'elfa fa una smorfia. - Chi diavolo è Forrest?
La succube alza le spalle. - È solo il nome che noi demoni diamo agli adepti della natura.
In quell'istante Mohamet spicca un balzo prodigioso e attraversa l'armadio, piombando nel tunnel come un gatto.
- Ora! - grida.
Rowena spinge la leva e la sezione di muro torna a coprire il passaggio, lasciando gli Oscuri ad urlare la loro frustrazione ad un armadio vuoto.
- Visto? Io riuscito. - esclama solennemente il druido.
- Non male per un Forrest. - sorride Rowena correndo verso di lui per mettere le mani su un certo mago sotto shock.
- Chi è Forrest? - domanda Mohamet, grattandosi il mento.
Bajyna sospira e scuote il capo, poi si inginocchia accanto a Ferianthalas, fissandolo con sguardo preoccupato.
- Vorresti per favore mettermi giù, sottospecie di babbuino umanoide? - si lamenta DarkShield, scalciando.
Mohamet lo lascia andare. Alla lettera.
- Ahi! - Il mago piomba al suolo come un sacco di patate e subito Rowena si china su di lui, devota.
- Oh, povero tesoro. Ti fa male da qualche parte?
- A parte nell'orgoglio, volete dire? - rantola lui - No. Sono solo estremamente disgustato dalla quantità incredibile di contatto fisico che ho accumulato in pochi minuti. Tutto... tutto questo sudore, i germi, i batteri... - si tira indietro per evitare le labbra della succube - ... gli ormoni... coff... coff... ehm... piuttosto... dove siamo? Cos'é questa galleria?
- È un antico sistema di gallerie d'emergenza costruite durante la Guerra dello Spacco - spiega Rowena, fissandolo con gli occhi lucidi e un forte rossore sulle gote - Neronia è vicina al confine tra il Lato Chiaro e il Lato Buio, perciò eravamo spesso vittime di incursioni da parte dei Cavalieri di Thorm e dei Cavalcatori di Aquile elfici. Questo tunnel serviva per evecuare la popolazione civile.
- Ehi, non cercare di farci passare per i cattivi, adesso - sbotta Bajyna.
- Perché, non lo siete? - ringhia la succube, fissandola in cagnesco.
- Guarda che se vi attaccavamo era per difencerci!
- Attaccarci per difendervi? Ma ti senti quando parli, almeno?
- Ehm... signorine, per favore. Abbiamo problemi più pressanti della politica estera, adesso. Usciamo di qui prima che qualcuno di quei bifolchi si ricordi dell'esistenza di questi tunnel e di dove conducano. Che è successo all'elfo? È morto?
- È in coma. - sussurra Bajyna, disperata - Gli ho dato due delle tue pozioni e...
- Cos'hai fatto? - esclama DarkShield, scattando in piedi e facendo ruzzolare Rowena nella polvere - Cos'è che gli avresti somministrato?
- Preparazione H e Preparazione C - mugugna lei, colpevole.
Il necromante sospira, sollevato. - Non mi sorprende che sia entrato in coma, allora. La Preparazione C (C come Cura) ha questo fastidioso effetto collaterale se assunto insieme a pesanti dosi di Preparazione H.
- E la Preparazione H a che serve?
Il mago tossicchia, a disagio. - È un crema che serve a combattere le emorroidi, pensavo che lo sapessero tutti. Stando parecchio seduti a studiare noi maghi ne soffriamo diffusamente. Quella è la versione fatta in casa, è... ehm... un po' forte.
- Adorabile - sospira Rowena, stringendosi nelle braccia.
- Oh, beh - continua DarkShield - per lo meno non siete stati così idioti da dargli la Preparazione Z. Potrei riaverla, per favore?
Segue un silenzio imbarazzato, poi le due sollevano lo sguardo su Mohamet e il druido si irrigidisce.
DarkShield si volta a guardarlo e solo in quel momento si rende conto del colorito grigiastro della sua pelle. Un'espressione affranta inizia a dipingersi sul suo volto allungato.
- Mohamet. - dice - Se si trattasse di qualcun altro non mi porrei neppure la domanda, ma trattandosi di te il dubbio mi assale. Hai... hai bevuto la mia Preparazione Z, vero?
- Credevo sapere di menta... - si giustifica il druido, colpevole.
- Prima di bere il primo intruglio dalla borsa di un negromante come un bambino sottosviluppato, ti sei chiesto per caso per cosa stesse la Z del nome?
- Quale Z? - fa lui, alzando le braccia.
- Immagino di no. - trema DarkShield in preda alla furia - Hai bevuto un composto sperimentale che avrebbe dovuto farmi vincere la borsa di studio all'Accademia per il dottorato in Necro Upgrade Technology. Lo capisci? Hai rovinato un decennio di ricerche con un solo colpo di glottide. - sibila - Non ti ammazzo lì dove sei solo perchè hai già fatto tutto da solo.
- Eh? Tutto da solo? - sussulta Bajyna - Che intendi?
- Intendo che questo formidabile imbecille è morto nei tre minuti successivi all'assunzione del composto. La Preparazione Zombie è stata da me creata per migliorare la qualità degli attuali nonmorti e farli sembrare meno schifosi e ottusi, anche se per quest'ultima caratteristica, vista la natura originale del soggetto in questione, neppure la magia può fare niente.
- Cosa? - Bajyna quasi grida - Vuoi dire che adesso Mohamet Al è uno zombie?
DarkShield sospira e annuisce. - Uno zombie 2.0, per la precisione.
- Ma... è pericoloso?
- Per se stesso e per gli altri, ma questo non dipende dall'essere diventato uno zombie. Era così anche prima. Ora andiamo. Discuteremo delle condizioni cliniche di questo imbecille e dell'elfo unto una volta che saremo al sicuro, fuori di qui.
Con un sospiro (un po' forzato, dal momento che a quanto pare non ha più bisogno di respirare), Mohamet solleva Ferianthalas di peso e se lo carica in spalla. Poi tutti seguono Rowena lungo i tortuosi cunicoli, umidi e fiocamente illuminati.
- Dova porta questo passaggio? - domanda Bajyna, guardandosi intorno schifata - Ci sono ossa umane, in quell'angolo.
- Ah, quelle? Non preoccuparti, ce le ha messe Golg per dare un tono all'ambiente. Facciamo pulire questi condotti una volta al mese da un'impresa di pulizie.
Dopo una mezz'ora abbondante procedendo a tentoni nell'oscurità, i nostri eroi giungono alla fine del tunnel, dove una robusta scala a pioli sale verso l'alto, fino ad incontrare una grossa botola di legno.
Grazie alla nuova forza prodigiosa di Mohamet non è difficile issare Ferianthalas fino in cima.
L'aria fredda della notte li fa rabbrividire e ricorda loro quanto siano stanchi. Alla fine dopo tutta quella fatica neppure un'ora di sonno sono riusciti a fare. Beh, se si escludono il coma dell'elfo nero e il "sonno eterno" estremamente attivo di Mohamet.
Intorno a loro sorge un piccolo bosco dall'aria assolutamente normale, silenzioso e tranquillo.
- Questo posto è sicuro, ma non possiamo riposare qui. Presto qualcuno verrà a cercarci. - dice Rowena, abbarbicandosi al braccio rigido del negromante.
- Perché parlate al plurale, signora? Non ricordo che nessuno di noi abbia richiesto la vostra compagnia.
- Mpf. Già, infatti. - borbotta Bajyna, occhieggiando preoccupata verso il villaggio, giù dalla collina.
- Tu 'sta zitta, sgualdrina. - ringhia la succube - Tu invece no, amore. Insultami più pesantemente, mi fai impazzire quando mi tratti con disprezzo... - geme, rabbrividendo.
- Ehm... err... mi duole dire simili oscenità, ma direi che la nostra prima priorità ora è salvare la vita dell'elfo, così da riportare le nostre speranze di sopravvivenza al glorioso 0.2% che avevamo prima. Solo che... non è che qui nell'Imperium i guaritori crescano sugli alberi, vero? - domanda il mago, svincolandosi abilmente dalla stretta della demonessa.
- Non temere, tesoro. Anche qui ci facciamo male. Abbiamo i nostri guaritori, anche se non credo siano esattamente quelli a cui siete abituati. Ne conosco tre, qui in zona, tutti ottimi professionisti.
- E io? Quando curare me? - domanda Mohamet, a disagio.
- Taci - borbotta DarkShield - Tu ormai sei morto, la tua situazione è stabile. E poi dalla stupidità non si guarisce. Dunque... Rowena, giusto? Quali sono questi tre guaritori?

1. A Nord-est di qui c'è una collina spoglia al centro di un cimitero. In una caverna vive Rabid Gonzo, un potente sciamano che si dice non parli con i morti nonostante loro gli rivolgano continuamente la parola. Potrebbe riportare indietro lo spirito dell'elfo con i suoi poteri.

2. A Est di qui c'è un famoso Night Club, lo Ziggurat. Il proprietario si chiama Manzanarre ed è un vampiro. Un tempo dissanguava i clienti economicamente facendosi pagare a peso d'oro per le sue prestazioni da chirurgo, ora la sua specialità è il salasso, ma credo conosca ancora uno o due trucchi. E mi deve un favore.

3. A Sud-est di qui c'è il Formicaio di Formia, la strega delle formiche. Si dice che produca una sostanza che può guarire ogni tipo di ferita fisica e psichica. Certo, bisognerà superare all'incirca mezzo milione di Mirmidoni, le sue guardie del corpo, ma visto che non abbiamo due o tre secoli per combattere potremmo semplicemente chiedergliela. Ho sentito dire che è una sadica. Di sicuro potremmo proporgli qualcosa di divertente, tipo torturare "a morte" il Forrest...


Scegliete il percorso che più vi aggrada, dunque. Le novità sono tante e la storia diventerà sempre più divertente! 


"Ehi, elfa, la durata della tua vita si sta accorciando rapidamente, lo sai? Man mano che continui a rompere..."

Rowena

Se volete leggere la parte precedente cliccate QUI

7 commenti:

  1. noooooo :) Zombie!!!
    come ho fatto a non pensarci subito?!
    comunque io voto Rabid Gonzo ;)

    RispondiElimina
  2. ahahahahahahah, fantastico, ma la Z mi aeva fatto proprio pensare a Zombie, ecco perchè non mi ispirava... ero indeciso tra C (Cura) e H (Heal) perchè non sapevo cosa passass per la mente del perfido ( ma Magnifico ;) ) Master. e adesso voto (anche se incoscienet) per Rabid Gonzo pure io!!

    RispondiElimina
  3. Anche io voto per gonzo. Cmq lo sapevo che era antiemorroidale AHAHAHAHAH!
    Mi raccomando sviluppa bene questo idillio d'amore semi quasi sadomasochistico ;)

    RispondiElimina
  4. Ahahaha! Sono contento che vi sia piaciuta la piega che ha preso la storia! Tranquillo Ste, l'idillio si rivelerà degno di queste premesse! ^^

    RispondiElimina
  5. Splendido proseguo, notevoli le parti descrittive.
    Voglio il libroooo

    P.S. Ovviamente voto GONZO :P

    RispondiElimina
  6. episodio stupendo! Io vado per Manzanarre, visto che mi ricorda un po' il Neonomicon di Alan Moore :)

    RispondiElimina
  7. Nuooooo mi ero perso il capitolo nuovo!!!
    Voto Gonzo!

    RispondiElimina

Leali sudditi!
I commenti alla bacheca Reale sono assolutamente liberi, ma il Re ha ordinato espressamente che, qualora il o gli imbecilli di turno dovessero affiggere commenti inutili o lesivi dell'onore della corona, essi verranno immantinente rimossi insieme alla a testa del o degli autori, che in ogni caso non sentiranno molto la mancanza di un organo che non hanno mai utilizzato.

Con velenosa franchezza,

Archibald Lecter, segretario particolare del Re