sabato 16 novembre 2013

Le Recensioni nella Sfera: Walter Moers, L'Accalappiastreghe



Bentrovati, sudditi deprimenti,

Mentre il progetto Ali nel Vento procede a gonfie vele, abbiamo il piacere di ospitare una nuova recensione di Clara. A quanto pare le streghette hanno lasciato la piccola Petronilla da sola a casa. Da sola con la Sfera. Come potrà un peperino così curioso rimanere lontano dal fuoco della conoscenza demoniaca? Non potrà, infatti.
Leggete anche voi la recensione de "L'Accalappiastreghe", di Walter Moers. Io non ho mai tempo per leggere, ma da come lo descrive Petronilla credo che cercherò di reperire questo libro. Se non altro sarà più gradevole che stare qui a fare da balia al Bardo e alle sue baggianate.
E ora mi allontano mestamente, tristemente conscio che la di voi intelligenza mai potrà ergersi oltre quella delle nutrie.

Vostro rassegnato,

Archibald Lecter, Segretario Particolare del Re


LA RECENSIONE NELLA SFERA:
L'ACCALAPPIASTREGHE

di Clara

- Mi sto annoiando - annunciò solennemente Petronilla, girandosi tra le lenzuola in modo da fronteggiare la finestra che rivelava la distesa assolata di campi davanti alla fattoria. Il soppalco che ospitava i letti delle ragazze era deserto, a parte lei, ed il pomeriggio si trascinava con lentezza esasperante. Petronilla odiava prendersi il raffreddore ed essere costretta in camera da una madre preoccupata, del tutto incapace di comprendere come avesse fatto la figlia a prendere freddo.
Naturalmente, era colpa di Amelia. Amelia e la sua Congrega Oscura, e soprattutto la sua sfera di cristallo con le sue storie. Doveva ammettere a malincuore che queste non erano affatto male, anche se la mancanza di mostri o combattimenti sanguinosi era una pecca notevole, ma quello strano limite di visualizzazione doveva essere una trovata demoniaca.
Pensando alla sfera, le venne un'idea per alleviare la noia. Dopotutto, la sorella maggiore le aveva categoricamente vietato di provare ad andare avanti con l'avventura di Storm Brave e Dulcina in sua assenza, ma non aveva esattamente precisato che non poteva provare a vedere un'altra storia. E questo era di certo un invito implicito a farlo, un modo per scusarsi di averla fatta ammalare.
La mamma era occupata in cucina, Amelia e le altre due sorelle erano andate al frutteto, il padre ed il fratello erano partiti per il mercato. La più piccola della famiglia aveva campo libero. Sgattaiolò fuori dalle coperte e fino al letto di Amelia, sotto al quale stava una cassetta nascosta sotto cumuli di vestiti. Sul serio, la ragazza doveva imparare a trovare nascondigli migliori. In pratica Petronilla la stava aiutando ad imparare qualche basilare norma di sicurezza.
Il globo di cristallo era annidato lì, con la sua leggera luminosità perlacea. La bambina si affrettò a tirarlo fuori e, ancora sdraiata a pancia in giù sotto il letto, rifletté su come farlo funzionare. Di solito i riti coinvolgevano formule magiche, vesti neri, la luce della luna ed un tè con biscotti. Visto che si era già mangiata tutta la sua riserva di dolci, optò per un'altra tecnica.
- Senti, sottospecie di palla, voglio una bella storia avventurosa. Con mostri spaventosi, terribili pericoli, e streghe. E la voglio adesso, oppure ti lascerò nella capanna del bagno dopo che la mamma ha fatto la zuppa di fagioli.-
Petronilla non fu affatto sorpresa quando avvertì la sua mente trascinata nei meandri della sfera, che aveva iniziato ad emettere un arcano scintillio. Un sorriso innocente era irresistibile, ma una minaccia era anche meglio.

- Io ti ammazzo.-
Per un istante, prima di sollevare le palpebre pesanti, Petronilla avvertì un moto di inquietudine. Poi scorse il volto infuriato di Amelia e comprese che non c'era nulla di cui preoccuparsi.
- Hai tirato fuori la sfera magica e ti sei pure addormentata! Cosa sarebbe successo se mamma fosse entrata? O chiunque altro? Come fai ad essere così incosciente?- si sfogò la sorella.
La bambina gettò un'occhiata alla rossa luce crepuscolare che entrava dalla finestra. Doveva essere passata qualche ora da quando aveva iniziato ad usare la sfera. Ed erano state ore fantastiche.
- Amelia, ti devo dire una cosa importante.-
- Che cosa?-
- Mi ero sbagliata e tu avevi ragione.-
Amelia, incredula, assaporò il momento di vittoria. Non aveva ancora capito a cosa si riferisse la più piccola, ma era già pronta a ricordarle quell'ammissione per settimane intere.
- Quella sfera funziona davvero, anzi, è semplicemente meravigliosa.-
- Ed a cosa sarebbe dovuta questo giustificatissimo, benché tardivo, riconoscimento?-
- Ho appena letto un libro, come hai detto tu la volta scorsa! Solo che il mio era meglio.-
Amelia pensò di ribattere, poi cambiò idea, permettendo alla curiosità di avere la meglio sull'orgoglio.
- Che libro sarebbe?-
- Si intitola "L'accalappiastreghe", ed è stato scritto da uno stregone di nome Walter Moers.- spiegò pazientemente Petronilla.
- Titolo inquietante. Parla degli inquisitori di Thorm?-
L'altra scosse la testa:- No, è ambientato in un altro mondo, uno dove esistono creature incredibili e gli umani sono praticamente una minoranza. Il continente di Zamonia è abitato da creature che nessun lettore ha mai sentito nominare prima, e da parecchie che nessuno vorrebbe sentir nominare. Il protagonista Eco è un cratto, una specie di gatto parlante dotato di una memoria straordinaria, che dopo la morte della sua anziana padrona si ritrova gettato per strada e sta per morire di fame a Sledwaya, una città dove la condizione di salute degli abitanti varia da ammalato a moribondo.-
- Ma poi compare una strega che lo adotta?- tirò ad indovinare Amelia.
- Seh, ti piacerebbe. Compare l'accalappiastreghe in persona, l'inquisitore di Sledwaya, il temuto e terrificante Succubio Malfrosto!-
- Che nome orribile.-
- Sì, e di persona è anche peggio. Figurati che fa un contratto con il piccolo Eco, offrendosi di nutrirlo per un mese al termine del quale avrà il diritto di ammazzarlo ed estrarre il grasso dal suo corpo. Pare che il grasso di cratto sia molto utile.-
- Che schifo!-, strillò Amelia rabbrividendo:- Ma Eco scappa, giusto? Magari, visto il nemico, con l'aiuto di una strega?-
- Va bene, c'è una strega, anche se non è proprio quella che intendi tu. Si chiama Izanuela ed è una shokkia. Le shokkie sono un'intera razza di esperte di pozioni magiche ed incantesimi, duramente perseguitate, soprattutto a Sledwaya... ed infatti Izanuela è l'ultima rimasta. Oh, ed Eco riceve aiuto anche da altri personaggi, il tutto mentre arriva a conoscere meglio Malfrosto ed a scoprire le inaspettate profondità del suo futuro assassino. Compaiono mostri spaventosi e si svelano retroscena terrificanti. Il libro dedica molto spazio alle descrizioni, ma sono così fantasiose, originali e ben scritte che la cosa non pesa affatto sulla trama.-
- Direi che questo è importante.- convenne Amelia:- Anzi, una descrizione fatta bene può aiutare moltissimo il lettore ad immedesimarsi nella storia, dando spessore all'ambientazione.-
- Certo, ma non solo. Queste descrizioni sono parte integrante delle emozioni che la storia crea, e sono così inventive che mi chiedo ancora come faccia l'autore ad avere idee del genere. Lo stesso vale per i personaggi, a partire dal protagonista, il nostro simpaticissimo e sfortunato crattino, e dall'antagonista, un uomo dalle mille misteriose sorprese. Malfrosto ha una tragedia alle spalle ed uno scopo di fronte, ed entrambi colpiscono Eco ed il lettore come dei macigni.-
Amelia emise uno sbuffo insoddisfatto:- Ti rendi conto che non mi stai dicendo niente sulla trama, vero? Cosa è, una malefica tecnica per incuriosirmi e poi lasciarmi senza risposte?-
Petronilla si concesse un sorriso perfido:- Ma naturalmente! Se vuoi sapere quali siano questi segreti, o se Eco riuscirà a sopravvivere, dovrai chiederlo tu stessa alla sfera. Oppure dovrai pagarmi.-
La sorella maggiore si raddrizzò di scatto, indignata, e strappò di mano all'altra la sfera, dirigendosi all'uscita.
- Pfui, come se una storia raccontata così male da te potesse interessarmi a tal punto! Sai che ti dico? Me ne vado, e mi porto via la sfera, così impari a tentare questi trucchetti con un membro più anziano della Congrega.-
L'altra sganciò il colpo finale verso la porta che si chiudeva:- Oh, e nel libro ci sono anche illustrazioni fantastiche delle creature e dei luoghi di cui si parla.-
Petronilla tornò quietamente a letto, attese qualche minuto, poi in punta di piedi uscì a sua volta. Come volevasi dimostrare, la porta del sottoscala era stata sbarrata dall'interno, ed una luce soffusa dall'interno suggeriva che qualcuno avesse già ceduto alla tentazione della lettura via cristallo.

Il responso della sfera:
Titolo: L'accalappiastreghe
Autore: Walter Moers

Consigliato a: chiunque stia cercando un fantasy con qualche sfumatura horror e surreale, in cui per una volta non siano umani o umanoidi a farla da padroni. La trama è ricca di colpi di scena, e l'ambientazione è tra le meglio costruite che Clara abbia mai letto.


Wilma, la Strega. Non fatevi ingannare dal suo aspetto carino. Ha 300 anni, un pessimo carattere e una sfrenata passione per le soap opera. Sicuramente dovuta all'influsso dell'UberDevil.

1 commento:

Leali sudditi!
I commenti alla bacheca Reale sono assolutamente liberi, ma il Re ha ordinato espressamente che, qualora il o gli imbecilli di turno dovessero affiggere commenti inutili o lesivi dell'onore della corona, essi verranno immantinente rimossi insieme alla a testa del o degli autori, che in ogni caso non sentiranno molto la mancanza di un organo che non hanno mai utilizzato.

Con velenosa franchezza,

Archibald Lecter, segretario particolare del Re