giovedì 19 luglio 2012

Cleofelia non potrà far altro che... AHIA!

Salve a tutti, carissimi allievi della scuola di Divinazione! Il vostro Maestro Thunderbolt è qui per il consueto appuntamento con le cronache Reali! Avevamo lasciato la nostra ingenua Cleofelia e la povera Odetta alle prese con un misterioso nobile in carrozza. Cosa faranno le nostre due eroine? Saliranno o fuggiranno via? 
Vediamo i risultati delle vostre predizioni!


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Fantastico! Un plebiscito, direi! E lasciate che mi congratuli con voi, perché le vostre predizioni si sono realizzate! Diventate più bravi ogni giorno che passa! E ora sotto con il prosieguo, immagino che sarete ansiosi di sapere come mor... ehm... come risolveranno la situazione la principessa e la sua poco collaborativa damigella!


Cleofelia prende un respiro profondo e abbandona l'aria da "cappuccetto rosso messa all'angolo dal lupo" per assumere quella di principessa regale. Parte che solitamente non le si addice affatto.
- Un nobile è un nobile, Odetta. - sentenzia, con voce un po' troppo stridula per risultare credibile - Ed è nostro dovere di dame di corte presentarci al nostro ospite dopo aver ricevuto un così cortese invito.
Odetta chiude gli occhi, prende un respiro profondo e scuote lievemente il capo. - Il vostro precettore non vi ha mai insegnato che non si sale in carrozza con degli sconosciuti?
Ma ormai è troppo tardi. Sotto gli occhi invisibili dell'inquietante cocchiere, Cleofelia trascina la sua povera dama di compagnia fin sulla carrozza, dove due inquietanti figure attendono con pazienza tra i velluti rosso sangue e gli stucchi dorati.
Nonostante la strizza, Odetta deve ammettere che il nobile in questione è davvero un bell'uomo, sebbene di un'eta indefinibile tra i trenta e i quaranta. Ha un ché di ferino, di predatorio e le scruta famelico e divertito dietro a un paio di occhialetti tondi calati sul naso. Ha i capelli lunghi, scarmigliati e un cappello a cilindro, abiti nobili e sfarzosi, ma in qualche modo logori e odoranti di muffa.
Accanto a lui c'è una bellissima nobildonna, pallida come un cadavere.
Odetta sussulta, per un attimo ha notato quanto la donna sia somigliante alla prostituta che ha intravisto al posto di guardia, neppure un'ora prima. Cerca di dirsi che non è possibile, che la sua immaginazione le sta giocando un brutto scherzo, ma quella non le leva gli occhi di dosso e sorride in modo lievemente minaccioso, come il gatto davanti al topo inerme.
- Penfenute in mia karotsa! - pronuncia il nobile con voce profonda - Entrate e lashate uno poco della felicìta ke rekate.
Le due ragazze rimangono a fissarlo per un istante, poi sbattono rapidamente le palpebre. - Come scusi?
L'uomo tossicchia un po' di volte e si schiarisce rumorosamente la gola, poi si sporge dal finestrino e gratifica il terreno sottostante di un po' del suo nobile catarro.
- Ehm... scusate. Questo clima non è l'ideale per la mia salute, madamigelle. Volevo dire: benvenute nella mia carrozza! Entrate e lasciate un po' della felicità che recate.
- Mi spiace - sospira Odetta, cinica - ma la felicità devo averla lasciata negli altri pantaloni...
Cleofelia si avvicina a lei e le sibila all'orecchio. - Sta' zitta, Odetta! Sarà anche un po' stagionato ma non vedi che è un fico da paura? - poi si affretta rivolgersi al loro ospite con la maggiore cortesia possibile.
- Vi ringraziamo, nobile signore. - quando si tratta di salamelecchi nobiliari Cleofelia è anni luce avanti alla sua serva - E' un sollievo avervi incontrato. Non speravamo di trovare un uomo di nobili natali in questa landa così isolata.
- Landa isolata? Ma siamo ad un'ora appena dalla Capitale! - borbotta Odetta, cercando di non far caso allo sguardo famelico e ossessivo della compagna del nobile. I casi sono due. O la nobile ha gusti sessuali particolari, oppure quella è proprio l'espressione che avrebbe un mendicante di fronte ad una fetta di lonza ai ferri.
- Perdonate la mia serva Odetta, buon signore. - si affretta a dire la principessa - E' solo spaventata dal temporale...
La nobildonna, la riparo dalla vista di Cleofelia, sorride malignamente, passandosi oscenamente la lingua sulle labbra. Per un attimo Odetta crede di intravedere un paio di denti lunghi come zanne, rabbrividisce e torna a fissare avanti a sé con ostinazione. Non può essere. Maledizione, prima sua nonna e ora lei. L'universo sta cercando forse di dirle qualcosa? - Mpf. In questo momento il temporale è l'ultimo dei miei problemi... - bofonchia, scontrosa.
- Non dovete temere, mie care. Ora siete al sicuro. Completamente e assolutamente. Al sicuro da ogni pericolo. Fidatevi di me. Io sono il Conte... Ahia!
La nobildonna assesta una gomitata nel costato dell'uomo, senza mai smettere di sorridere alla principessa. Cleofelia è troppo svanita per rendersi conto che qualcosa non va, ma solo un beota non riterrebbe i due nobili estremamente sospetti. E Odetta è tutto fuorché beota.
- Il Conte Ahia? - la principessa cerca di ricordare le lunghe e tediose lezioni di araldica del suo vecchio precettore, ma è quasi certa di non aver mai sentito nominare quella particolare casata.
Il nobile scocca un'occhiataccia alla propria compagna e si schiarisce nuovamente la voce. - Ehm... sì, ecco... è una famiglia molto antica ma viviamo un po' isolati. Il nostro castello si trova a est di qui, vicino Brumwald. Questa è... ehm... la mia nobile cugina, Aranka. Aranka... ehm... Ahia.
Non appena Cleofelia sposta lo sguardo su di lei, la nobildonna smette di fissare Odetta come se fosse una costina di maiale e sorride graziosamente, chinando il capo.
I suoi denti sembrano normali ora. Anzi, forse sono fin troppo perfetti. Che Odetta si stia facendo influenzare dall'atmosfera lugubre di quella serata piovosa?
- Piacere di fare la vostra conoscenza, milady. - trilla Cleofelia, che adora quegli inutili e interminabili sfoggi di galateo e tediosa etichetta. - Io sono Cleo... ahia!
La principessa scocca un'occhiata scandalizzata alla sua serva che ha osato darle una gomitata tra le costole senza motivo. Fa per protestare, poi capisce che c'è qualcosa che non va e chiude la bocca. Rivelare la propria vera identità ad un nobile di passaggio potrebbe mandare a monte tutta quanta la cerca del tesoro e spedirla dritta dritta tra le braccia di suo padre e di quell'orrido Conte. L'altro Conte, ovviamente.
- Cleo Ahia? - nota il Conte, divertito - Possibile che noi si possa esser parenti, in qualche modo?
- Ehm... no, no! - si affretta a dire Cleofelia, tossicchiando nervosamente - Volevo dire che il mio nome è Cleo... tilda. Sì, Cleotilda... von... von Blutsauger! Baronessa Cleotilda von Blutsauger...
Nell'udire quel nome il Conte sgrana gli occhi e per un attimo Odetta è sicura che stia per scoppiare a ridere. Le probabilità che abbia letto il romanzo preferito della principessa, "Anemia di Passione", della Vampyre Love Edizioni, sono piuttosto scarse, ma non si può mai dire. Von Blutsauger è il cognome del vampiro Stefan, insipido protagonista del libro, che, manco a dirlo, è il sogno erotico segreto di Cleofelia.
- Von... ehm... von Blutsauger, dite? - ripete il Conte, annuendo - Ma sì, certo. - dice poi con entusiasmo
- Chi non conosce la vostra rispettabile famiglia? Hai capito, Aranka? Una Blutsauger! Proprio qui nella nostra umile carrozza! Chi l'avrebbe mai detto? Dobbiamo festeggiare!
Udendo quella frase Odetta ha finalmente la certezza che ci sia qualcosa di tremendamente sbagliato in tutta quella situazione. O il Conte è un imbecille come Cleofelia e non ricorda nulla che non tratti di amori impossibili tra preda e predatore, oppure ha deliberatamente mentito e ha qualche secondo fine in mente.
- Ehm... mia signora. - interviene con voce seria - E' il caso di procedere per la locanda, o la nostra... scorta potrebbe preoccuparsi e mandare qualcuno a cercarci.
Cleofelia la fissa negli occhi e si acciglia. - Odetta, non essere sciocca. Lo sai che siamo solo io e te, no? Di che scorta parli?
La serva solleva lo sguardo al cielo e poi sul Conte, che la osserva con distaccato divertimento, giocherellando con un lungo bastone dalla testa di lupo d'argento.
- Volete già lasciarci, nobile Blutsauger? Ma la serata è ancora lunga e abbiamo così tanto da raccontarci...
E mentre parla i suoi occhi sembrano farsi più grandi e più rossi. E sono così magnetici che Odetta non riesce più a distogliere lo sguardo da essi, si sente trascinata, risucchiata verso quei vortici infiniti, la voce del Conte che rimbomba nella sua testa come un nenia, avvolgendola in una melassa.
- Rimanete... - dice il Conte - Rimanete a tenerci compagnia in questa lunga notte...
Odetta si scopre ad annuire con forza e le parole le escono dalla gola come un fiume in pianura, lente e inarrestabili.
- Sì, principessa... rimaniamo per la notte. Si sta così bene, qui... - mormora, impotente.
All'improvviso qualcosa sfonda il vetro della carrozza, rompendo la concentrazione del Conte. Un simbolo argentato piomba sul pavimento e i due nobili balzano sui sedili soffiando come gatti infuriati, gli occhi rossi e le mani dischiuse ad artiglio.
- Conte Ahia! - urla la principessa, spaventata - Che succede? Ci attaccano?
Da fuori giunge una voce stentorea e perentoria.
- Palesati, maledetto nosferatu! Angelo caduto, divoratore di anime! Poni lo piede tuo all'infuori del vil nascondiglio, cosicché possa mondare quell'anima nera delli suoi peccati, nello santo nome di Thorm, il possente!
- Von Braun! - strilla Aranka, afferrando la manica del Conte - Fuggiamo!
Il nobile picchia con il bastone sulla parete frontale della carrozza, sopra la testa di Cleofelia. - Igor! - urla - Via di qua, veloce come il vento!
Terrorizzata, Odetta lancia un'occhiata alla principessa e intuisce al volo che la giovane non sta capendo un tubo di ciò che avviene intorno a lei. Una rapida occhiata allo sportello della carrozza rivela alla serva l'unica via di fuga rimasta. E' solo questione di tempismo, ma non è certa che chiunque sia là fuori si rivelerà meno pericoloso di questi due. La carrozza inizia a muoversi! Che fare?


ED ORA E' IL MOMENTO DELLE VOSTRE PREVISIONI!!

Cosa farà Odetta?


  1. L'unica cosa sana di mente da fare, prendere Cleofelia per un braccio e lanciarsi contro lo sportello della carrozza, nella speranza di riuscire a fuggire. Siamo matti? Solo un imbecille non avrebbe ancora capito che quei due sono vampiri! E diamine, passi per sua nonna, ma due vampirizzate in famiglia sono veramente troppe! Forse, se saranno fortunate, il tizio misterioso che parla come un poema epico cavalleresco riuscirà a proteggerle dal Conte e da sua cugina. Forse.
  2. E' il momento di vendicare la povera nonnina! Sono anni che Odetta cova un odio profondo nei confronti dei vampiri! Ma se c'è una cosa che odia ancora di più sono i nobili. E questo è un vampiro nobile! Che schifo di immonda creatura! Che si prepari ad assaggiare l'ira della classe operaia! Odetta si abbassa, afferra il simbolo sacro di Thorm e aggredisce il Conte!

A VOI LA SCELTA! VOTATE QUI SOTTO, NEI COMMENTI!


Ke pruciore a li oki! Maletetta alercìa a pollini!

6 commenti:

  1. La 2. Daje col proletariato oppresso!!

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  2. Il Sacro Thorm!! Voto 1, voglio vedere Von Braun!

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  3. Odetta è troppo intelligente per non capire che Von Braun è la sua unica speranza! Sia la 1!

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  4. AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA
    La 2!!!

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  5. L'unica sana si mente è Odetta. la 1!!!!

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Leali sudditi!
I commenti alla bacheca Reale sono assolutamente liberi, ma il Re ha ordinato espressamente che, qualora il o gli imbecilli di turno dovessero affiggere commenti inutili o lesivi dell'onore della corona, essi verranno immantinente rimossi insieme alla a testa del o degli autori, che in ogni caso non sentiranno molto la mancanza di un organo che non hanno mai utilizzato.

Con velenosa franchezza,

Archibald Lecter, segretario particolare del Re